Gioco
Il sindaco Zubbani: ci vuole il Parlamento
«Adesso occorre una norma del legislatore statale» Il sottosegretario Cosimo Ferri: bisogna rivedere tutto
CARRARA. Avanti con il Regolamento degli Agri nonostante la sentenza della Corte Costituzionale sulla Legge Regionale. La soluzione semmai potrebbe essere quella di chiamare in causa il Parlamento. A poche ore dalla pubblicazione del pronunciamento con cui i giudici costituzionali hanno dichiarato illegittimo il comma 2 dell’articolo 32 della legge regionale 35, quello che “definisce” la natura giuridica dei Beni Estimati, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani ha già in mente un percorso per “salvare” la norma sulle cave a cui sta lavorando la sua amministrazione e conseguire, comunque, l’obiettivo di superare la querelle sulle celeberrime cave elencate nell’editto di Maria Teresa Cybo Malaspina.
«Prima di tutto va sottolineato che si tratta di una sentenza neutra: non si entra nel merito della natura privatistica o pubblica dei beni estimati ma più semplicemente si accoglie il ricorso del governo su quella che è stata percepita come un’invasione di campo della regione», premette il primo cittadino. Il pronunciamento non “smonta” dunque la legge regionale 35 anzi, spiega Zubbani, «l’impianto della norma sulla base della quale stavamo declinando il regolamento degli agri, resta in piedi». Adesso annuncia il sindaco l’amministrazione comunale dovrà fare «un confronto veloce» con la Regione e questo perché «la nostra volontà è di non fermarci davanti a questo…esito non favorevole». Per il primo cittadino, infatti, bisogna «salvaguardare e tenere in buon conto tutto ciò che della 35 è utile per la giustizia sociale, la filiera e le gare per l’assegnazione delle concessioni». Non è un mistero che proprio il capitolo dei bandi per la messa all’asta delle cave sia uno dei più “colpiti” dal provvedimento della Corte Costituzionale, per la gioia degli imprenditori del monte: i Beni estimati rappresentano circa il 30% delle cave attive ma la maggior parte di essi insiste su mappali “misti”, in convivenza con gli agri, e solo otto siti sono “esclusivamente” Bene Estimato. Come battere all’asta un sito composto in parte da agro marmifero e in parte Bene estimato e soprattutto, dove finisce il primo e inizia il secondo? «Uno dei temi è proprio quello delle gare e la difficoltà di disciplinare le cave miste. Su questo ci sarà un momento di riflessione e una reazione istituzionale e politica» garantisce il sindaco di Carrara. L’obiettivo dichiarato di Zubbani è «spingere il regolamento degli Agri il più avanti possibile fino all’approvazione». E come si risolve allora il rebus dei Beni estimati? «Vediamo se affrontarlo con sollecitazioni al Parlamento o in tribunale, dove c’è aperta causa con gli escavatori» replica il primo cittadino lasciando intendere che la sentenza della Corte, avendo sancito nero su bianco che la competenza sulla natura giuridica di quelle cave è solo ed esclusivamente del legislatore, spiana la strada alla chiamata in causa del Parlamento. Chissà se i senatori e i deputati eletti in territorio apuano risponderanno a questo appello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
