La protesta
I volontari del Magra contestano le nuove arginature
AMEGLIA. L’associazione "I volontari del Magra" scende in campo per aiutare, in caso di necessità, la macchina comunale nelle emergenze e nella prevenzione del rischio idrogeologico. «Finalmente...
AMEGLIA. L’associazione "I volontari del Magra" scende in campo per aiutare, in caso di necessità, la macchina comunale nelle emergenze e nella prevenzione del rischio idrogeologico.
«Finalmente abbiamo messo a punto le tappe per la concretizzazione della nostra azione sul territorio, parlandone anche con il sindaco Andrea De Ranieri - dichiara Luca Ghirlanda presidente dell'associazione - la cosa ha richiesto particolare attenzione e tempo. Finora, come comitato abbiamo evidenziato i problemi, pungolando gli Enti a risolverli; adesso vorremo provare ad aiutare a risolverli, offrendo l'esperienza che abbiamo maturato in quasi 7 anni di territorio da Comitato. Parteciperemo ai corsi organizzati dalla Protezione civile per mettere i nostri volontari in regola nell'azione sul territorio. Attendiamo solo la prossima data utile in cui verranno organizzati tali corsi. Per il momento, autonomamente ci siamo muniti di un piccolo mezzo, uno scooter, che sarà a disposizione dei volontari per il monitoraggio dei punti sensibili che più ci preoccupano con particolare attenzione alla zona del Cafaggio, area in cui è nato e si è evoluta tutta la nostra storia prima di Comitato e ora di Associazione. Seguito questo iter, credo proprio che entro il primo gennaio 2017 saremo operativi al 100 per cento e potremo offrire finalmente un servizio reale».
Arriva poi la dura posizione di Ghirlanda nei confronti dell'ormai ex Provincia della Spezia: «Abbiamo situazioni ancora critiche come le arginature basse di Bocca di Magra e Fiumaretta, dove a causa di una finta cancellazione delle Province e una burocrazia estrema, i lavori si sono evoluti con lentezza e intoppi portando nella stagione estiva passata ancora a un grosso problema per le passeggiate e il decoro del lungofiume. Apprezzabile l'azione della Regione e del Comune nello spingere un processo lento progettato e iniziato ormai 5 anni fa, ma di certo adesso la promessa della fine lavori per febbraio 2017 dovrà essere mantenuta. Importante anche rianimare la passeggiata lungo le arginature che va alzata e resa decorosa con la corretta cura dei giardini e una manutenzione necessaria da parte dei privati che hanno le concessioni. Questo secondo noi dovrà essere imposto a fine lavori di arginature, se necessario anche con ordinanze mirate».
Poi l'apertura dell'associazione verso la nascita del Consorzio di bonifica unico: «Da anni sosteniamo che nella situazione disastrosa nazionale l'unica via di fuga è la nascita di un consorzio di bonifica che prenda potere sul territorio e garantisca la manutenzione delle opere di difesa e di mitigazione. Il Canale Lunense già da anni rappresenta un esempio di questa azione positiva, ma la cosa potrebbe assumere una maggior efficacia se da una realtà locale come quella del Canale, il consorzio assumesse una dimensione regionale permettendo ai cittadini di vedere reali risultati sul territorio e non più attese infinite di finanziamenti che poi non arrivano. In altre parole per noi il cittadino ha bisogno di avere un ente con cui poter dialogare direttamente e avere risposte. Il consorzio di bonifica potrebbe essere la giusta uscita da un tunnel che dura da troppo tempo».
Fabrizio Palagi
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