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LA POLEMICA

Carioli: non è colpa nostra se il commercio è in crisi

Carioli: non è colpa nostra se il commercio è in crisi

MASSA. Ma come sta il commercio in città? “Male, grazie”, rispondono in coro dai negozi del centro e della periferia. Per chi no è del mestiere, il giudizio è meno facile: Massa, se messa a confronto...

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MASSA. Ma come sta il commercio in città? “Male, grazie”, rispondono in coro dai negozi del centro e della periferia. Per chi no è del mestiere, il giudizio è meno facile: Massa, se messa a confronto con Carrara è una città dal commercio fiorente. Se, viceversa, la si paragona a Forte dei Marmi, appare perlomeno in affanno. E neanche i dati statistici aiutano a comprendere fino in fondo lo stato di salute del settore. Che i consumi siano stagnanti in tutta Italia è comunque un fatto e i commercianti si lamentano e accusano l’amministrazione civica di non fare abbastanza.

Accuse ingenerose, replica Gabriele Carioli, assessore alle Attività produttive, che scrive su Facebook: «L’anima del commercio sono i denari che si possono spendere. Ed è naturalmente per colpa mia se siamo la città con un tasso di disoccupazione tra i più alti d’Italia se non ha più aperto una piccola industria dal 1992... Come in tutta Italia stiamo attraversando la più grave crisi economica che si ricordi...». Ma che l’amministrazione non “faccia nulla”, Carioli lo contesta con forza: «Credo che il mio assessorato abbia fatto già più delibere e atti sul commercio di quanti ne abbiano fatti le due amministrazioni precedenti. Abbiamo abbassato le tasse, le abbiamo alzate per chi non affitta i fondi vuoti, abbiamo aggiornato la disciplina delle funzioni, avviato collaborazioni con i Ccn di Massa e di Marina, ne abbiamo creato uno in zona Romagnano a breve speriamo ne nasca uno alla Partaccia, promuoviamo e salvaguardiamo prodotti e usanze tipiche, firmiamo protocolli d intesa con le categorie...».

Insomma, Carioli rivendica l’impegno e l’attenzione della amministrazione. «Beh – aggiunge poi - siamo consapevoli che l’amministrazione debba e possa far di più, per esempio sul decoro urbano, sulla pulizia delle strade. Però non dipende da noi se c’è la crisi o se i proprietari tengono i fondi sfitit a prezzi troppo alti. E, a ben guardare, non tutta la città è nella stessa situazione. Vero, galleria Sanzio è piena di negozi chiusi, ma in via Chiesa ci saranno al massimo un paio di cartelli affittasi. Comunque – è la sua conclusione – faremo un incontro pubblico con i commercianti del centro spero in una larga partecipazione degli stessi, per un confronto serio e producente».

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