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La Corte Costituzionale: a Carrara le cave restano private
Accolto il ricorso dello Stato contro la legge regionale che le avrebbe rese interamente pubbliche
CARRARA. La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Governo che, il 30 maggio 2015, attraverso l'Avvocatura dello Stato, ha impugnato la legge della Regione Toscana sulle cave (n.35 del 2015). L' oggetto del ricorso era il comma 2 dell'articolo 32 della legge riguardante i beni estimati, ossia le cave di marmo che sono di proprietà privata in base ad un editto del 1751 e che la Regione con la sua nuova legge voleva rendere pubbliche, per poi mettere a gara europea le concessioni per l'escavazione. Ora per il comma contestato, in pratica, è stato dichiarato incostituzionale, pertanto la Regione non può intervenire sui beni estimati che quindi al momento rimangono di proprietà privata.
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Ha confermato la notizia anche il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri: "Confermo l'uscita della sentenza; stato accolto il ricorso del Governo, il punto sui beni estimati". Nel dettaglio, su 81 cave attive nei bacini marmiferi di Carrara, solo 29 sono completamente pubbliche, in regime di agro marmifero comunale a tutti gli effetti. Delle altre 52 cave in attività, otto sono totalmente in regime di bene estimato e ben 44 hanno quote variabili.
IL COMMENTO
Beni estimati, più politica e meno tribunali, di Aronne Angelici
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