Il Tirreno

Cava Fornace, i comitati non si fidano

di Alessio Profetti
Cava Fornace, i comitati non si fidano

A discarica terre della Farmoplant, tanta gente all’incontro pubblico. Il direttore della società: potete entrare e verificare

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Questo è il numero del mio cellulare, chiamatemi, chi vuol entrare all’interno della discarica è libero di farlo. Invito i tecnici e i cittadini, chiunque può entrare e verificare con i propri occhi».

A parlare è Gianpaolo Nadalini, direttore di Programma Ambiente Apuane, la società che gestisce la discarica di cava Fornace, durante il dibattito organizzato dal “Comitato contro la discarica” sabato pomeriggio a Strettoia. «Non sappiamo che tipo di impermeabilizzazione esista tra discarica e substrato roccioso» aveva detto pochi minuti prima Luca Pandolfi, docente di scienze della terra all’Università di Pisa, tra i relatori. «Sono disposto a partire da Pistoia dove abito e venire qui se può aiutare a fugare dubbi e paure» ha risposto alla fine degli interventi il direttore dopo aver ascoltato in silenzio critiche e lamentele.

La storia sembra infinita, il “caso” Fornace proprio non riesce a trovare fine, sabato pomeriggio l’incontro voluto dal Comitato che raccoglie «privati cittadini che hanno a cuore il problema della discarica» come ha spiegato Cristina Ronchieri dal microfono. La sala è piena, i posti a sedere scarseggiano, molti sono in piedi. Da una parte ci sono loro, quelli che vogliono la chiusura del sito, gli ambientalisti, le associazioni e i movimenti che da anni si battono perché contrari alle attività della ormai ex cava Viti. Dall’altra gli amministratori, rappresentanti del comune di Montignoso, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza: sindaci e assessori ascoltano e prendono appunti mentre le voci si alternano al microfono. Nel mezzo i cittadini, volti preoccupati: «Da dove arriva la puzza che mi entra in casa» domanda una ragazza, «che intenzioni avete, volete ampliare i tipi di rifiuti nella discarica» fa eco un’altra voce dal pubblico. Se Pietrasanta sembra intenzionata a percorrere la strada della chiusura del sito, gli altri comuni sono più cauti e cercano la via del dialogo e della mediazione, mentre a difendere il proprio operato c’è il comune di Montignoso. «L’ampliamento della discarica non si farà - ha voluto sottolineare con forza il sindaco Gianni Lorenzetti - non ci saranno autorizzazioni in deroga. Non riesco a capire qual è il problema emerso in queste settimane, la discarica è sempre la stessa, non è cambiato nulla. Non bisogna avere paura del passato, dei casi Farmoplant, bisogna avere paura di quello che c’è lì dentro e tutte le verifiche e i monitoraggi vengono effettuati con estrema attenzione, Arpat ha verificato anche gli odori e ha certificato che provengono dal Lago di Porta».

Insomma neanche le analisi, le contro analisi e gli accertamenti degli ultimi giorni sembrano placare le paure dei movimenti e delle associazioni. Proprio nei giorni scorsi il comunicato dell’Arpat sulle terre conferite in discarica all’interno del quale viene specificato che nonostante sia stata riscontrata nell’area La Victor (ex Farmoplant) «una contaminazione da idrocarburi, con valori - accertati anche in contraddittorio dalla stessa agenzia - superiori ai limiti previsti dalle concentrazioni soglia di contaminazione per le aree industriali» tali valori non sono «così elevati da rendere i materiali di risulta classificabili come rifiuti pericolosi». Stesso discorso per la presenza di fitofarmaci, la società P.A.A. dopo le analisi per la verifica della compatibilità dei rifiuti in discarica e un ulteriore accertamento all’interno del sito attraverso un laboratorio di analisi, ha fatto sapere che«è emersa l’assoluta idoneità dei materiali ad essere conferiti in discarica». Una storia infinita, tutta politica perché combattuta a colpi di scelte fatte e scelte fattibili, poi c’è il fronte del no, quello della chiusura a ogni costo e non bastano controlli, analisi e organi di vigilanza. «In questi mesi non ho mai visto un’associazione chiedere un appuntamento per discutere su cava Fornace - ha concluso Lorenzetti togliendosi qualche sassolino dalla scarpa - ho visto molte polemiche e speculazione politica e io a questo gioco non ci sto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web