La protesta
La nuova sfida: curare il cuore con il freddo
La cardiologia apuana primo centro in Italia ad applicare la crioenergia per le aritmie
MASSA. Giuseppe Arena, classe 1963, siciliano di nascita, toscano di formazione, un’esperienza in prima linea in fisiologia clinica al Cnr e all’azienda ospedaliera pisana, è l’uomo che dal 2014 dirige la cardiologia apuana. E che della cardiologia, in un percorso inaugurato con il suo predecessore, ha fatto un’eccellenza, centro di terzo livello per dotazione tecnologica e formazione professionale.
Dottore, partiamo da uno dei temi che interessa di più: l’infarto. Esiste un percorso aziendale?
«Certo ed è un percorso di eccellenza. Su tutto il territorio apuano le ambulanze sono dotate di un defibrillatore e di un elettrocardiografo in grado di inviare “in diretta” il tracciato ai medici del Noa. La diagnosi dello specialista è quindi immediata: se il medico rileva la necessità di una riapertura coronarica, il paziente non transita neppure dal pronto soccorso, ma viene trasportato all’emodinamica della Fondazione (Opa ndr). Altrimenti - ed è così nell’80% dei casi - il malato viene ricoverato all’ ospedale delle Apuane. È un modello rodato che garantisce risultati importanti e tempi di intervento rapidissimi».
Qual è la punta di diamante della cardiologia apuana?
«Noi lavoriamo a 360 gradi, l’equipe gestisce con ottimi risultati 1400 ricoveri l’anno. Indubbiamente però il nostro punto di forza è l’aritmologia interventistica. Le procedure di aritmologia sono circa 500 sul totale dei ricoveri».
Aritmologia interventistica. Ci spiega di cosa si tratta?
«Volentieri. Le alterazioni del ritmo cardiaco possono essere curate con i farmaci o con la metodica interventistica: alta tecnologia e risultati ottimi per la qualità e la durata di vita del paziente. Senza operare a cuore aperto, per via percutanea, vengono inseriti i dispositivi di cura come peacemaker, defribillatori per l’aritmia ventricolare o altri ancora per la stimolazione bi-ventricolare. Sul fronte dell’aritmologia, noi rappresentiamo un riferimento, siamo un centro di terzo livello. Poi accanto a questa branca, c’è quella della elettrofisiologia che ci vede addirittura capofila in un importante progetto europeo».
Elettrofisiologia...
«Sì, si è sviluppata molto negli ultimi 20 anni e permette, sempre senza intervenire a cuore aperto, ma attraverso una “sonda, di mappare le camere cardiache ed individuare la sede della patologia, dell’aritmia cardiaca. Aritmia che viene curata, definitivamente, erogando energia».
Curata definitivamente con l’energia?
«Esattamente, il paziente dopo l’intervento guarisce. A Massa questo tipo di intervento è praticato dal 2010, a sistema dal 2012, viene fatto nelle sale dell’area interventistica, con tecnologie invidiabili. Per esemplificare: ce la giochiamo alla pari con Pisa».
Ci faccia capire ancora meglio...
«Trattiamo la fibrillazione atriale con due diverse forme di energia. Usiamo le radiofrequenze o la crioenergia (il freddo ndr) per curare il tessuto cardiaco con patologia, causa di aritmia. Nell’ambito di un progetto europeo, siamo stati i primi a trattare la fibrillazione con la crioenergia e adesso siamo parte di un importante gruppo europeo».
Circa 1.400 ricoveri l’anno vi consentono una panoramica d’insieme. Come se la passa il cuore degli apuani?
«Beh, c’è da tener conto che la patologia cardiaca aumenta proporzionalmente all’età e l’età media della popolazione apuana è più elevata rispetto al dato nazionale. Non è ancora sufficientemente diffusa la cultura della prevenzione. Sono tanti i fumatori ed è elevata la percentuale di chi fa abuso di alcol, parte della popolazione non assume stili di vita corre, anche sul fronte dell’alimentazione.
In questo ambito il nostro impegno è massimo: ogni anno con l’Anmco, l’associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, organizziamo sul territorio la giornata per la prevenzione. Ma indubbiamente da questo punto di vista c’è ancora molto da fare».
Fumo e patologie cardiache, diceva...
«Certo, il legame è provato. Noi oggi lo verifichiamo sulle donne. Venti anni fa il numero di donne fumatrici ha subito un’impennata e adesso quella stessa impennata si registra nella patologie di tipo cardiologico che ora colpiscono in maniera importante anche il sesso femminile».
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