Il Tirreno

il caso

Presa a pugni mentre passeggia, l’aggressore viene riconosciuto ma è libero

Presa a pugni mentre passeggia, l’aggressore viene riconosciuto ma è libero

L’uomo le ha sferrato un pugno senza motivo. È stato sottoposto a visita medica e giudicato capace di intendere. Il mistero dei polpastrelli

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MASSA. È stato denunciato l’uomo che senza un motivo mercoledì, 19 ottobre,  ha tirato un pugno in pieno volto a una trentaquattrenne nei pressi di via Marina Vecchia. La polizia lo ha identificato e anche la donna lo ha riconosciuto tra alcune fotografie che le sono state mostrate: è un quarantenne di origine fiorentina non nuovo ad aggressioni del genere. Mentre la vittima veniva soccorsa dai paramedici, gli agenti delle volanti hanno effettuato un'accurata perlustrazione dell'area, intercettando una persona che corrispondeva alla descrizione fornita all'operatore del 113. Trasportato in questura per accertamenti, il sospetto è stato sottoposto alle procedure di fotosegnalamento, per fornire un'identità certa al sospetto attraverso le fotografie e, soprattutto, l'esame delle impronte digitali.

L'uomo, che era privo di documenti e ha fornito le proprie generalità, risultate in seguito inventate, aveva tuttavia una caratteristica fisica, non evidente in principio, che ha reso particolarmente difficoltoso il procedimento di identificazione: i polpastrelli delle dita di entrambe le mani erano particolarmente consumati e deteriorati, tanto da alterare parzialmente i punti notevoli utilizzati dalle forze dell’ordine. In attesa del responso sulle impronte, i poliziotti hanno realizzato un fascicolo nel quale, oltre alla foto appena scattata al sospetto, sono state inserite altre sei immagini di persone somiglianti e lo hanno sottoposto alla vittima, nel frattempo trasportata al pronto soccorso, che ha immediatamente e senza alcun dubbio riconosciuto il proprio aggressore proprio nella persona trattenuta in questura.

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Il quarantenne è stato sottoposto a visita medica per verificare la presenza di eventuali patologie psichiche o alterazioni momentanee che potessero spiegare il comportamento tenuto sia in relazione all'aggressione di cui era sospettato, sia nell'ufficio di polizia, dove appariva, a tratti, assente e frastornato. L'uomo, al quale a causa dell'alterazione delle impronte digitali, è stata provvisoriamente attribuita un'identità basata sulle generalità fornite, all'esito degli adempimenti formali e non ricorrendo, secondo l'opinione del personale medico che l'aveva visitato, la necessità di un ricovero, è stato rilasciato. Gli agenti delle volanti, insospettiti dal gesto, soprattutto in relazione all'assoluta mancanza di una motivazione, però hanno compiuto ulteriori approfondimenti investigativi, con l'ausilio anche di personale della squadra mobile, utilizzando un database collegato ai fotosegnalamenti. Sull'ipotesi che il gesto compiuto dall'uomo potesse non essere un episodio isolato, hanno effettuato una serie di lunghe e laboriose ricerche incrociando il modus operandi, la regione di nascita (identificata dall'accento dell'uomo) e le caratteristiche somatiche inserite nel server, riuscendo a individuare una rosa di candidati fra i quali, dopo ulteriori riscontri, hanno riconosciuto il responsabile dell'aggressione alla donna.

 

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