Gioco
Commercio, saldo positivo per il Comune
I dati delle attività produttive indicano un più 148 aperture a Massa. La Ztl però non convince molti proprietari in centro
MASSA. 247 aperture a fronte di 99 chiuse, a oggi. Sono questi i dati della attività produttive sul commercio a Massa, in risposta alle cifre negative di recente diffuse da Confesercenti. Aperture nuove, non subentri. « Il commercio è in difficoltà - spiega l’assessore Gabriele Carioli –, sono cambiati i modi di vendita. Ad esempio il commercio on-line ha cambiato molto la percezione che i consumatori hanno delle aperture e delle disponibilità. In questo momento i negozianti devono essere capaci di adeguarsi all’evoluzione ».
I dati diffusi da Confcommercio sono relativi ai soli mesi di luglio e agosto, quelli del Comune invece fanno il punto della situazione su tutto l’anno. Sia negozi di somministrazione e abbigliamento. Negozi in sede fissa, non in ambulanti Su questi ultimi invece i dati di Confcommercio erano in lieve aumento. «Non per questo –aggiunge l’assessore Carioli – non siamo consapevoli delle problematiche che sta attraversando il settore. Con i cambi di destinazione d’uso più facili, da artigianato a commercio, e ovviamente anche al contrario cerchiamo di dare nuovi impulsi al settore. Lo stesso con le tasse più alte per chi lascia fondi sfitti, per provare a dare un impulso ad abbassare i prezzi e fare aprire nuove attività».
La registrazione si fa presso lo Sporvic, lo sportello di registrazione dal quale bisogna passare obbligatoriamente. Non ci sono i subentri, che seguono un’altra strada.
«I fondi sfitti sono concentrati in alcune parti - dice l’assessore – nella galleria Raffaello Sanzio, la Leonardo da Vinci e quello dipende un po’ dagli affitti».
E poi c’è il capitolo Ztl. Vituperata da alcuni, salutata come una rivoluzione positiva da altri. E c’è anche chi pensa che può andare, un normale passo che fanno tutte le amministrazioni, ma che a poco più di un anno dalla sua introduzione il meccanismo abbia bisogno di qualche revisione.
Qualche cambiamento la vorrebbe ad esempio la proprietaria del negozio Mariposa. Ha aperto in via Dante tre anni e mezzo fa, due anni prima della Ztl. «Il mio non è un giudizio negativo nè positivo – commenta quando le si chiede degli effetti della chiusura del traffico sulla sua attività – però di sicuro qualche ritocchino da fare ci sarebbe. È bello che i bambini e le famiglie possano venire qui, divertirsi. Qualcuno entra anche. Però la chiusura totale, ventiquattr’ore al giorno mi pare eccessiva. Magari la mattina si potrebbe aprire, in altre città lo fanno. Così noi fatichiamo, a volte non c’è nessuno».
Molto più duro il giudizio invece che arriva dalla boutique Dahl. «Avevo già un negozio in zona pedonale nel 2011 – commenta la proprietaria – ma ho chiuso proprio perché era complicato fermarsi. Io amo stare nel centro storico, vorrei che decollasse, ma faccio un esempio: stamane una cliente è venuta a riportarmi degli orecchini e mi ha detto: “spero che il negozio vada bene, perché io non tornerò più. È bello ma è troppo difficile arrivare, per un parcheggio ci vuole mezz’ora».
La gente, insomma, non ha tempo e a un certo punto ingrana la marcia e rinuncia. «E poi – sostiene la commerciante –i parcheggi qui intorno sono carissimi. Un euro e cinquanta l’ora, tariffe che non si vedono nemmeno a Forte dei Marmi. Piazza Aranci ormai è chiusa, e non si torna indietro, però il danno è stato notevole».
Festeggia invece Alessandro, proprietario di Il Fatty, dove si cucina e si mangia. Sta in via Ghirlanda, quindi alle macchine non è più abituato da tempo. «Per me è solo un vantaggio – dice – quando devo scaricare ho gli orari e il permesso. Forse perdo qualcosa per l’asporto ma recupero con la gente che si ferma. È anche più bello. L’unica cosa che mi danneggia un po’ è il mercato di martedì, il centro diventa irraggiungibile».
I problemi ancora ci sono, ognuno con i suoi. «L’amministrazione – conclude Carioli – resta a disposizione per confronti o tavoli, cerchiamo di fare una sintesi delle diverse esigenze».
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