Toscana
Il tetris a Massa: marciapiedi ko e strade a pezzi
L’aiuola davanti ai Camponelli è un pericolo, una cabina telefonica in disuso di fronte all'asilo diventa un vespasiano. In via Stradella un tombino ha rotto un’auto
MASSA. Vero: l’abito non fa il monaco. Però finisce sempre che uno sguardo all’abito lo diamo tutti. E chi guarda l’abito indossato da Massa, beh ha l’impressione che la città si accontenti di pochi stracci. Certo i portafogli - anche quello di palazzo civico - piangono, ma spesso basta davvero poco per garantire un buon appeal. Invece l’arredo urbano, lasciato il centro città, non se la passa troppo bene. E spesso non è solo questione estetica, ma anche di sicurezza. Perché se il marciapiedi è ko, tu non hai altra possibilità che camminare in mezzo alla strada. Il pedone davvero non ha la vita facile.
Via Carducci. In via Carducci qualcuno deve aver lanciato bombe a mano sul marciapiedi: l’asfalto è tutto una crepa. Per non citare le immancabili buche. Se alle caviglie ci tieni, meglio la strada. Ecco allora che fiancheggi le auto parcheggiate per poi ritrovarti con la giacca da portare in lavanderia.
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Davanti all’asilo. I piccoli che frequentano la scuola di infanzia di Camponelli, lo hanno già imparato: c’è da camminare guardando a terra. Perché se alzi gli occhi, rischi il ruzzolone. L’aiuola nel marciapiedi di fronte all’ingresso è toilette per cani e dimostrazione di come si sfaldi nel tempo il cemento. Il cordolo non c’è e il rischio caduta è dietro l’angolo. Senza dimenticare la cabina telefonica, inutilizzata, riedizione del vecchio vespasiano.
Parcheggio di via Europa. Ogni giorno migliaia di ruote lo calpestano. E lo sgretolano un po' di più. Da settimane una transenna difende il marciapiede, o quel che ne resta: quando sbatte con la ruota destra si compone e quando lo calpesta la destra si disfa. Gli ammortizzatori danzano. Con rischi per mezzi e persone. E per le casse del comune, alle prese con assicurazioni e danni. Il passaggio è stretto e per le macchine la manovra è anche poco agevole per rimettersi sulla carreggiata.
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La trappola tombino. In via Stradella tra un lampione e l'altro la strada è buia. Il limite di velocità è basso. Una macchina lo percorre in direzione dell'incrocio di via Poveromo. Transita tranquilla, come tante altre sere. A un certo punto la strada si imbizzarisce, qualcosa traballa sotto l'anteriore destra e solleva di qualche centimetro il dietro della vettura. Non è un animale ma una grata della fognatura rialzata che con il peso della macchina è scattata come una lama e facendo leva sulle pareti del tombino ha fatto uno squarcio sul fascione basso, fin sulla portiera.
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