La protesta
Case della Salute in ritardo L’attacco dei sindacati
Tante richieste in vista del consiglio comunale sulla sanità, la Cisl si defila la Cgil vuole più attrezzature, la Uil propone un ospedale di comunità
CARRARA. Tante richieste, non senza qualche distinguo, a iniziare dalla risposta all’invito a partecipare lunedì prossimo alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Carrara dedicata al tema della sanità. I sindacati confederali e di categoria si sono presentati così, ieri pomeriggio, alla commissione Sanità presieduta da Carlo Boni (Pd), l’ultima in preparazione dell’assise che si terrà all’inizio della prossima settimana e nel corso della quale, i comitati che tanto hanno battagliato dopo l’apertura del Noa sui temi dell’assistenza ai pazienti, avranno un ruolo da protagonisti e potranno prendere la parola.
Le forze politiche si sono preparate con audizioni – tra le più importanti quella del direttore generale di Asl Toscana Nord Ovest Maria Teresa De Lauretiis – e sopralluoghi e dopo l’ultimo incontro, quello di ieri con i sindacati, si preparano a mettere a punto un documento da votare in consiglio. Le parti sociali sono state dunque le ultime, in ordine di tempo, a presentarsi in Commissione ma questo non ha certo impedito loro di aggiungere “carne al fuoco” del dibattito.
A iniziare dalla Cisl di Andrea Figaia e Lalla Bassi che hanno declinato l’invito del presidente Carlo Boni a prendere parte attiva all’assise di lunedì. «Il compito del sindacato è un altro» ha dichiarato il segretario generale che sempre con una certa verve polemica ha preso le distanze dalle rassicurazioni sciorinate anche davanti alla Commissione Sanità dai vertici Asl, sulle Case della Salute: «Nei documenti approvati finora, per Carrara non ne è prevista nemmeno una. Il Pav votato a luglio non ne parla e anche se il direttore generale garantisce che ne sorgeranno due, una in centro città e una ad Avenza, entrambe di tipo complesso, va detto che per ora di scritto non c’è nulla» ha insistito Figaia chiedendo maggiori certezze.
Una preoccupazione, quella sulle Case della Salute, condivisa anche dalla Cgil che con Patrizia Bernieri ha sottolineato la distanza tra «i tempi della politica e le esigenze dei cittadini». Secondo l’esponente della Camera del Lavoro il problema sta nel ritardo tra l’attivazione delle Case della Salute rispetto all’apertura dell’Ospedale delle Apuane ma anche nel numero di posti letto inadeguato ad accogliere chi, dopo degenze sempre più brevi, viene dimesso dal noscomio.
Nel merito del problema è entrato Valerio Musetti segretario provinciale della Funzione Pubblica di Cgil: «Inutile fare una Casa della Salute aperta 24 su 24 solo con i medici di famiglia e la guardia medica… per gestire le piccole emergenze e sgravare il Pronto Soccorso del Noa servono attrezzature diagnostiche per effettuare radiografie ed ecografie».
Ma gli strumenti da soli non sono in grado di effettuare le diagnosi: servono specialisti e personale che attualmente mancano.
Per questo i sindacalisti della Camera del Lavoro hanno chiesto maggiori risorse per il settore della sanità in modo da potenziare l’organico e risolvere i problemi di organizzazione, tagliando così anche i tempi delle liste di attesa, una delle note dolenti della nostra azienda sanitaria.
Un punto su cui ha insistito anche Salvatore Paganin di Uil, lanciando un appello a monitorare le risorse destinate al nostro territorio, per evitare di perdere la competizione di “area vasta” con le altre aziende: quanto poi alla situazione specifica di Carrara, il sindacalista ha proposto l’apertura di un ospedale di comunità negli spazi di Monterosso, magari in una delle vecchie Palazzine non ancora utilizzate. Ipotesi, richieste e proposte che sono state “registrate” dai consiglieri comunali e che riecheggeranno sicuramente nel dibattito di lunedì in assise.
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