Toscana
Cermec, la lotta alla puzza costa
Probabile l’acquisto di nuovi cannoni anti odori, ma servirebbero impianti nuovi
MASSA. Non si sconfigge spruzzando ettolitri di deodorante o turandosi il naso e facendo finta di niente. A essere estremamente pratici le vie sono due: una low cost, quella intrapresa dall’azienda e che prevede il notevole abbattimento delle maleodoranze. L’altra, quella che probabilmente sradicherebbe il problema alla radice, è l’inglobamento di tutte le aree che per adesso trattano i rifiuti all’aperto dentro i capannoni. E costa. Troppo per le attuali risorse.
«Usiamo dei cannoni agli enzimi che sono in grado di abbatter gli odori – spiegano – che in ogni caso hanno costi di gestione molto elevati. Oppure installare un impianto fisso nell’area semi aperta dove vengono trattati alcuni rifiuti. Funziona come una sorta di irrigazione al contrario, dall’alto verso il basso, e riduce notevolmente gli odori».
Poi ci sono gli interventi sui portelloni di conferimento, che saranno automatizzati tutti, in modo da far sì che non rimangano aperti dopo che i camion hanno scaricato il loro puzzolente carico.
Si fa il possibile insomma, ma l’investimento importante andrebbe fatto sugli impianti. Che sono di vecchia concezione, risalgono a quasi trent’anni fa. Un impaccio anche per il lavoro.
«L’area dedicata al compost – racconta un operaio – che è quella più importante è davvero ridotta. Si lavora in spazi angusti. L’azienda ha acquistato un’area vasta dietro gli uffici ma è ferma da anni».
Perché per il resto il lavoro sugli odori viene fatto al massimo delle possibilità. Lo ha appurato ieri anche la Commissione ambiente, presieduta da Nicola Cavazzuti, che è venuta a fare un sopralluogo agli impianti per vedere in prima persona cosa succede e perché nei dintorni l’aria si fa sempre più “aspra” da inalare.
Sopra il capannone dove viene trattata la materia organica c’è il biofiltro, una distesa vegetale che serve come superficie ai micro organismi chedisgregano la materia organica. Compresi gli odori. Dentro il capannone l’aria è irrespirabile. Sopra, all’aperto, l’odore non è gradevole. Ma di certo il puzzo è notevolmente contenuto. «Del 98%», rassicurano.
Insomma, in un ciclo dei rifiuti che è sempre più al centroi di interessi e in mezzo a delicati equilibri con l’ambiente che lo ospita, bisognerà pensare di adeguare il sito del Cermec alla nuova epoca industriale.
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