La protesta
Scatta il conto alla rovescia per la sentenza sui beni estimati
Le prime indiscrezioni danno per accolto il ricorso di industriali e governo. Solo in questo caso sarebbe tutto da riscrivere in materia di escavazione
CARRARA. Beni estimati: scatta il conto alla rovescia per l’attesa sentenza sulla proprietà pubblica e privata alle cave. Quasi tutte le sentenze, sulle cause discusse il 20 settembre scorso, sono già pubblicate sul sito della Corte Costituzionale. È davvero questione di ore, o di giorni, per il pronunciamento sulla annosa vicenda dei beni estimati, ossia sulla proprietà pubblica o privata di parte delle cave. Sulla vicenda trapelano da Roma le prime indiscrezioni, quelli che vedrebbero accolto il ricorso presentato da una parte dal Governo, dall’altra da Omya e altre aziende del lapideo.
La discussione. Regione, Comune, aziende, Governo il 20 settembre scorso hanno spiegato e motivato le loro posizioni giuridiche davanti alla Corte Costituzionale. Era stato l’ex premier Giuliano Amato a riassumere le varie posizioni. L’avvocatura dello Stato che per conto del governo ha impugnato la legge regionale toscana il 30 maggio scorso sostiene che la Regione non ha titolo per legiferare su materia di beni privati. La contestazione è tutta sull’Articolo 32 della legge regionale, sul nodo dei beni estimati. La legge aprirebbe il percorso per rendere di proprietà pubblica tutte le cave.
I ricorsi. I ricorsi discussi in Corte Costituzionale sono due. Quello principale presentato dal Governo. E quello incidentale di Omya (rappresentata dai legali Riccardo Diamanti e Sergio Menchini a cui si sono aggiunti in fase finale il professor Giuseppe Morbidelli e l’avvocato Righi).
I due giudizi sono stati trattati insieme nella stessa udienza e nel principale sono intervenute anche la Vennai e altre quattro aziende. E, quindi, dovrebbero procedere insieme: in sostanza il pronunciamento sul principale dovrebbe ritenere assorbito anche quello incidentale.
Lo scenario. Ma cosa succede se, come trapela dagli ambienti romani (non a livello ufficiale) fossero stati accolti i ricorsi del governo e delle aziende?
In sostanza la legge regionale in materia di cave sarebbe dichiarata incostituzionale in tutte le parti che riguardano i beni estimati. Non solo l’articolo 32, quello che recita al comma 2: "Considerata la condizione di beni appartenenti al patrimonio indisponibile comunale degli agri marmiferi di cui alle concessioni livellarie già rilasciate dai Comuni di Massa e Carrara e dalle soppresse "vicinanze" di Carrara, già disciplinate ai sensi dell'art. 1, comma 2, della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 104 (Disciplina degli agri marmiferi dei Comuni di Massa e Carrara), nonché dei beni estimati, di cui all'editto della Duchessa Maria Teresa Cybo Malaspina del 1 febbraio 1751, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i Comuni di Massa e Carrara provvedono alla ricognizione dei tali beni, danno comunicazione dell'accertamento ai titolari delle concessioni e delle autorizzazioni alla coltivazione dei beni medesimi e provvedono ai conseguenti adempimenti ai sensi del presente capo".
Ma decadrebbero anche tutti gli altri articoli che riguardano i beni estimati stessi: ad esempio l’articolo 38 che riguarda l’aumento a 25 anni del periodo di concessione provvisoria prima delle aste. Perchè, di fatto, le cave fatte solo di beni estimati o quelle miste (la maggioranza) fra beni pubblici e estimati, all’asta proprio non ci potrebbero andare più.
Le conseguenze. Nel caso venissero accolti i ricorsi discussi in Corte Costituzionale si aprirebbe, di fatto, un periodo di incertezza per il settore lapideo.
E, forse, per la legge regionale non basterebbe un’operazione chirurgica di “eliminazione” degli articoli sui beni estimate. Qualora la legge regionale venisse dichiarata incostituzionale, il Comune potrebbe comunque portare avanti le proprie cause davanti ai giudici. E la Corte Costituzionale a sua volta potrebbe altresì, questo è doversoso precisarlo aggiungere le proprie valutazioni sui ricorsi. Valutazioni senza dubbio prestigiose, ma non vincolanti.
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