Il Tirreno

Nca, la vertenza adesso torna a Roma

di Cinzia Chiappini
Nca, la vertenza adesso torna a Roma

Al tavolo del ministero dello Sviluppo sindacati, istituzioni, azienda e governo si confronteranno sui livelli occupazionali

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CARRARA. La vertenza Nca torna sul tavolo del ministero dello Sviluppo: martedì 25 ottobre sindacati, istituzioni locali, azienda e governo si confronteranno su livelli occupazionali e piano industriale anche in vista dell’uscita definitiva di Invitalia dall’assetto societario, prevista per fine anno. Ma l’incontro sarà anche l’occasione per affrontare il tema del clima tra lavoratori e proprietà e del rapporto con le ditte dell’appalto. «Dopo aver costruito navi in ferro per una vita ci ritroviamo a guardare altri che fanno il nostro lavoro mentre a noi affidano solo le pulizie, obbligandoci a indossare una maglia con scritto a caratteri cubitali il nostro nome e cognome per essere immediatamente identificabili»: è un clima sempre più pesante quello che le tute blu di Nca raccontano di respirare all’interno della fabbrica di viale Colombo, a una settimana esatta dal nuovo tavolo romano dedicato alla vertenza del cantiere. A preoccupare non sono solo i cambi di mansioni e i rapporti con la dirigenza, ma anche le ferie già programmate per la fine dell’anno, dal 25 dicembre al 2 gennaio: «Abbiamo paura di non rientrare più» confessano le maestranze. Martedì 25 ottobre il ministero dello Sviluppo spalancherà di nuovo le porte a sindacati, istituzioni locali e proprietà: l’incontro, richiesto dall’amministrazione carrarese su mandato del consiglio comunale da input dei lavoratori, punta in primo luogo a fare chiarezza su livelli occupazionali e piano industriale. Lo hanno ribadito ieri mattina i sindacati di categoria Luisa Pietrini e Alessio Castelli di Fiom Cgil, Giancarlo Leorin di Uilm Uil e Michele Folloni di Fim Cisl nel faccia a faccia “preparatorio” con il sindaco Angelo Zubbani alla presenza di una trentina di maestranze. Quello che chiede compatto il territorio è un chiarimento sia sui 40 esuberi annunciati a giugno dalla proprietà sia sulla futura attività del cantiere, in modo da verificare se la concessione trentennale assegnata in sede di accordo di programma al gruppo di Giovanni Costantino abbia ancora ragione d’essere. «Nca ha dichiaratamente abbandonato la produzione navalmeccanica che avrebbe dovuto coprire il 35% del fatturato. Vogliamo sapere se e come verrà compensato questo ammanco per stabilire se davvero il cantiere abbia ancora bisogno di tutte le aree che gli sono state assegnate nel 2012» ha spiegato Luisa Pietrini, segretario della Fiom Cgil.«Sul tavolo ci sono ancora i 40 esuberi annunciati a giugno dall’azienda, e nel frattempo diversi lavoratori hanno accettato la buonuscita…dobbiamo fare chiarezza sui livelli occupazionali» ha dichiarato Giancarlo Leorin di Uilm Uil. Questi i due punti in cima all’ordine del giorno a cui si aggiunge l’appello da parte dei lavoratori per un rapporto più sereno con la proprietà: dalle magliette con i nomi all’assegnazione delle mansioni, le maestranze hanno insistito sulle tensioni quotidiane a cui sono sottoposte in quella che secondo alcune tute blu è una vera e propria strategia “sotterranea” per alleggerire il battente occupazionale. Ma anche il sindaco di Carrara coglierà l’occasione della trasferta a Roma per avere dalla proprietà qualche chiarimento: «Ho inviato al ministero una relazione riservata in cui parlo della moria di aziende locali che orbitavano nell’indotto di Nca. E’ chiaro ormai che al Cantiere di viale Colombo non lavora più nemmeno una sola ditta del territorio e questo è un elemento di preoccupazione» ha dichiarato Angelo Zubbani. Le parole del primo cittadino confermano indirettamente le voci sulle difficoltà segnalate da diverse aziende che dopo aver lavorato per Nca si sono viste recapitare contestazioni e azioni legali da parte degli avvocati del cantiere. Di tutto questo si parlerà martedì prossimo a Roma, in quella stessa sede del Ministero dello Sviluppo dove ormai 4 anni fa è stata sancita la cessione del cantiere al gruppo di Giovanni Costantino con la “benedizione” di governo, sindacati ed enti locali.

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