Il Tirreno

Il caso discarica

Binaglia e Del Freo: «Pronti a querelare il sindaco»

MONTIGNOSO. «Le dichiarazioni del sindaco Gianni Lorenzetti, in risposta ai rilievi di Montignoso Democratica sui conferimenti di terre di bonifica della ex Farmoplant all'interno della discarica di...

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MONTIGNOSO. «Le dichiarazioni del sindaco Gianni Lorenzetti, in risposta ai rilievi di Montignoso Democratica sui conferimenti di terre di bonifica della ex Farmoplant all'interno della discarica di Cava Fornace, sono sconcertanti e talmente gravi da costringerci a valutare gli estremi per una querela per diffamazione». Così l’ex sindaco Pd Federico Binaglia e del consigliere comunale Settimo Del Freo.

«Invece di assumersi le sue gravi e pesanti responsabilità nella condotta della vicenda della discarica, Lorenzetti cerca di buttare polvere negli occhi dei cittadini affermando in maniera scorretta e calunniosa che, se le bonifiche della ex Farmoplant vanno in discarica, è "semmai una conseguenza di quanto a suo tempo decisero l'ex Sindaco Binaglia e il suo Assessore Settimo Del Freo: ovvero ampliare i codici di accesso dei materiali da conferire in discarica. A cominciare appunto dalle terre di bonifica"». Dichiarazioni del sindaco raccolte dal nostro giornale. Secondo Binaglie a Del Freo «Lorenzetti finge di scordare che la competenza nel concedere le autorizzazioni dei codici di conferimento alle discariche non è del Comune ed è stata, fino alla legge regionale 22/2015 (che ha riportato le competenze in materia ambientale alla Regione Toscana), delle Province. Segnatamente nel 2007 fu l'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Massa Carrara, guidato da Narciso Buffoni, a concedere la riclassificazione della discarica di Cava Fornace e ad autorizzare i codici CER di conferimento, tra i quali l'amianto e le terre di bonifica.

La seconda e più grave calunnia sta nel fatto del dire esattamente il contrario della verità: la riclassificazione della discarica e l'autorizzazione dei codici avvenne con il parere contrario dell'Amministrazione comunale di Montignoso guidata dal Sindaco Federico Binaglia; parere formalizzato con un atto d'indirizzo del Consiglio comunale. Dunque è vero l'esatto contrario di ciò che afferma Lorenzetti: il Sindaco Binaglia e l'Assessore Del Freo si opposero con un atto ufficiale a tale scelta, ottenendo invece di inserire il famoso e fondamentale contingentamento dei materiali diversi dagli inerti (massimo 30%). Un provvedimento che ha sinora consentito di preservare la natura di quella discarica sostanzialmente ad inerti. Non a caso oggi il gestore chiede alla Regione di eliminare tale vincolo. Il Sindaco, invece di arrampicarsi sugli specchi, dica chiaramente cosa ne pensa in proposito! La verità è che Gianni Lorenzetti cerca in maniera maldestra di sviare l'attenzione sul vero problema: il controllo sull'impianto. Il Comune di Montignoso non ha competenze autorizzative, ma di controllo e può esprimere un parere rispetto all'iter di modifica delle autorizzazioni richiesta alla Regione dal gestore di Cava Fornace. Perché allora invece di tirare in ballo chi non c'entra nulla e che è stato sempre coerentemente contrario a trasformare la discarica in un ricettacolo di tutti i materiali più inquinanti della Toscana, il Sindaco non dice di essere contrario alle richieste avanzate da Programma Ambiente Apuano?Sfidiamo Lorenzetti a presentare un documento da far votare al Consiglio comunale e a inviarlo alla Regione nel quale si dicano in maniera molto semplice tre cose: 1) no ad eliminare il vincolo del 30% massimo di materiali inquinanti diversi dagli inerti e marmettola; inerti che non possono scendere al di sotto del 70% sul totale dei conferimenti; 2) no a nuovi codici di rifiuti; 3) sì invece ad allargare la composizione di Commissione di Controllo sulla Discarica alle associazioni ambientaliste e al Comitato dei Cittadini e di affidare alla Commissione un budget annuale per poter commissionare a società terze una serie di controlli aggiuntivi sui conferimenti come aveva fatto l'Amministrazione guidata da Federico Binaglia».

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