La protesta
Avenza senza eventi L’appello di Mori: «Salvate la memoria»
Il partigiano era protagonista della rassegna sulla Resistenza Scrive a Zubbani per salvare le manifestazioni nella frazione
CARRARA. Giorgio Mori, presidente onorario dell’Anpi si schiera con la Pro-Loco Avenza sulla via Francigena nella polemica sui mancati finanziamenti comunali alle manifestazioni previste nella frazione per l’ultimo trimestre dell’anno.
Il partigiano scrive al sindaco e gli chiede: «Trovate il modo di non cancellare quegli eventi. Mi auguro che un ripensamento in extremis permetta di salvare gli eventi in programma in modo da non dover pensare che Avenza, invece di un avanzo di Luni - com’era chiamata - sia diventata piuttosto un avanzo di Marina e di Carrara». Si chiude così, con un appello a metà tra l’ironia e la polemica, la lettera aperta che il presidente onorario dell’Anpi Giorgio Mori ha scritto all’amministrazione comunale per provare a “salvare” le manifestazioni organizzate dalla Pro-Loco Avenza. L’associazione ha fatto sapere settimana scorsa, con un comunicato al vetriolo, che il municipio ha deciso di non finanziare le manifestazioni in programma per l’ultimo trimestre dell’anno, nonostante gli impegni presi in sede di presentazione del cartellone, a fine 2015.
Tra gli appuntamenti destinati a “saltare” ci sono Mondi di Vivere, Halloween e la Rassegna sulla Memoria “A Piena Voce”: e se per il primo evento, la ProLoco ha già in cantiere una rielaborazione (al ribasso) del progetto pur di non deludere i bambini delle scuole coinvolte, l’annullamento dell’iniziativa dedicata alla Resistenza avenzina ha fatto mobilitare il presidente di Anpi. Proprio Giorgio Mori avrebbe dovuto essere tra i protagonisti della rassegna, girando per le scuole della frazione per raccontare le eroiche gesta dei partigiani avenzini.
«Avrei dovuto testimoniare ai bambini cosa accadde ad Avenza durante la Resistenza, un patrimonio ricchissimo di storie» spiega Mori, rammaricatissimo per la cancellazione dell’iniziativa.
«Nonostante gli sforzi di questa associazione, il programma è stato cancellato per mancanza di soldi» scrive il partigiano, sottolineando la capacità dei volontari della ProLoco di «creare eventi e divulgare la conoscenza del passato».
Dall’associazione nessuno lo dichiara apertamente, ma le risorse chieste per realizzare questa iniziativa erano decisamente contenute e non superavano i 3.000 euro, promozione e pubblicità incluse. Possibile che il municipio non riesca davvero a raggranellare questa cifra per garantire lo svolgimento di un progetto destinato a tramandare la storia degli antifascisti avenzini? «Per noi insistere sulla memoria è fondamentale, la nostra frazione ha pagato un tributo di sangue enorme alla Resistenza e il rischio è che tanti - avenzini e non - perdano la memoria di quanto i loro nonni e bisnonni hanno fatto in quel periodo» spiega Sasha Biggi, cuore e anima della ProLoco di Avenza, convinto che attraverso la sua associazione si possa «ricreare una cultura del luogo e dei rapporti civili tra le persone, in onore alla grande storia di Avenza».
Le iniziative della ProLoco, come detto, sono tutte a bassissimo budget, ma ciò nonostante hanno un importante valore culturale tanto da aver smosso quelli che Mori nella sua lettera all’amministrazione definisce «i solidali commercianti e residenti». Insomma si legge tra le righe della missiva del partigiano, il programma dell’associazione è così valido e importante che non merita certo questo trattamento da parte del municipio. Ed è per questo che il presidente di Anpi, rivolgendosi direttamente all’amministrazione, lancia un appello in extremis: «Chiedo che questi eventi non vengano cancellati. Al sindaco Zubbani e alla sua giunta dico… ripensateci! Siamo ancora in tempo!».
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