Il Tirreno

Un anello dopo l’altro col fiato sospeso alla Quintana Cybea

Un anello dopo l’altro col fiato sospeso alla Quintana Cybea

Tribune piene e pubblico partecipe: grande tifo per i borghi Vince Giacomo Poli per Arancio, davanti Montagna e Centro

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MASSA. Uno schizzo di terra vola dallo zoccolo alla maglietta del ragazzo, mentre la lancia infila il cerchietto e il cavaliere già tira le redini per prepararsi il destriero alla curva: eccolo, è in quell’attimo che vive lo spirito della Quintana. Uno dei due ragazzi addetti a tirare su gli anelli per il prossimo giro del cavaliere si sposta veloce sulla pista, non gli importa del fango sul vestito: il cuore batte, il sistema nervoso pompa adrenalina e con la sua bacchetta sostituisce con un anello più piccolo quello che ormai orna la lancia del giostratore. Qualche secondo e cavallo e cavaliere saranno di nuovo sul suo rettilineo, non può sbagliare.

Pochi attimi ma i più generosi, dove lo spirito della storia scorre per qualche istante dentro questi ragazzi che dalla prospettiva più magica, senza transenne o macchine fotografiche, sentono il respiro del cavallo, vedono le gambe serrate del cavaliere sull’addome della bestia e l’inganno dei sensi forse li riporta davvero nel medioevo massese.

La Quintana Cybea è alla sua ventisettesima edizione e lo spirito della rievocazione storica è una magia difficile da evocare. Siamo circondati da tantissimi oggetti che urlano la loro contemporaneità, eppure il sortilegio di questa manifestazione continua a riuscire. Lo confermano le 600 presenze di ieri, il pubblico dagli spalti che incita i “suoi” cavalieri e i bimbi che nonostante caldo, giochi e palle che rimbalzano puntano gli occhi sulla pista quando, lancia in resta, il cavaliere parte a puntare i cerchietti.

«Sono occasioni come questa – riflette dal palco d’onore il notaio Beatrice Davini Bertaccini, spigliata conduttrice della giornata – quelle per risvegliare e mantenere in vita un’idea di turismo culturale che in questi anni sta dimostrando di essere apprezzata. Ci si diverte e si conosce la storia dei propri luoghi».

E così la Quintana inizia con il corteggio dei nobili, al rullo dei tamburi che aprono la fila. Il Marchese e la Marchesa in testa, dietro i nobili dei quattro borghi. La Massa moderna, come nel 1557 cominciò a disegnarsi. Borgo della Montagna, Borgo dell’Arancio, Borgo del Centro Storico, Borgo della Mimosa e Borgo del Mare sfilano dietro. Poi la gara.

Tre carriere intervallate dalle piccole danzatrici della scuola di danza rinascimentale. Fin dal primo round un Giacomo Poli, detto “Principe”, difensore dei colori dell’Arancio si porta in testa. Primo giro ed è en plein. Sarà primo anche alla fine, seguito da Montagna e Centro Storico. Sfortunato il cavallo di Mimosa costringe al ritiro il suo cavaliere per un infortunio. Sarà per il prossimo anno. L’appuntamento con la storia non si ferma qui.

Libero Red Dolce

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di Redazione web