Il Tirreno

Rubano la tettoia in rame, sfregio ai morti di Forno

di Libero Red Dolce
Rubano la tettoia in rame, sfregio ai morti di Forno

Il vento di venerdì aveva fatto cadere la copertura del memoriale dell’eccidio. Domenica notte dei ladri hanno deciso di portarla via nonostante l’ingombro

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MASSA. La natura, si sa, della memoria umana si fa beffe e la travolge cieca a dispetto del nostro rammarico, ma dagli uomini ci si aspetta almeno quel rispetto, quel ritrarsi dell’avidità di fronte a una ferita che a distanza più di settant’anni ancora fatica a rimarginarsi.

Temporale e vento di venerdì scorso si sono abbattuti su Massa senza alcuna distinzione tra gli oggetti, finendo per tirare giù anche la tettoia che copre il Monumento dell'eccidio di Forno. Menti umane però, che non possono di certo ripararsi dietro la suprema indifferenza della natura per le cose umane, hanno fiutato l’aria del colpaccio e hanno deciso di rubarla. Una copertura in rame, lunga circa quattro metri, che ha il compito di fare da cappello ai corpi scolpiti nel marmo mentre venivano uccisi. Sarà servito un furgone, la lastra era piuttosto lunga.

Domenica pomeriggio i cittadini avevano visto che il vento aveva rialzato e spostato la copertura in rame fuori dalla struttura, facendola scivolare a terra. Il sindaco Alessandro Volpi era stato avvisato e per la mattinata di ieri aveva programmato un sopralluogo con i tecnici per valutare il danno e decidere il da farsi. Appena arrivati sono i cittadini di Forno, molto affezionati a quel complesso scultoreo, ad avvisare il primo cittadino. «La copertura, si sono presi la copertura. Non si fermano davanti a niente».

Ha dovuto constatare che la tettoia in rame non c’era più il sindaco, che qualcuno aveva pensato di fare qualche spiccio con sprezzo per la memoria di quei morti. «Il monumento ha un valore simbolico molto importante per i cittadini massesi –ha dichiarato Volpi – si tratta di un atto grave. Che venga rubato il rame a copertura perché si era divelto mi pare incredibile. Lo sistemeremo presto. Stamattina alcuni abitanti di Forno mi hanno detto che alle 21 ancora la copertura era al suo posto, seppur spostata dal vento».

Non è uno sfregio alla memoria volontario, uno sfregio per infangare. C’è qualcosa di più triste in questa cupidigia che per ignoranza o necessità misera arriva ad attaccare il simbolo. Due corpi di uomini, uno sdraiato che pare sorreggere l’intero gruppo mentre un uomo ferito a morte gli crolla addosso. Sopra di loro una madre solleva sulla sua testa il figlio neonato, disperato tentativo di tenerlo lontano dalla morte. Una dignità che qualcuno avrebbe dovuto trattare con tutt’altro rispetto.

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