Il Tirreno

Sette milioni e mezzo per la Don Gnocchi

di Gianluca Uberti

L’assessore regionale Saccardi: «Non c’è alcuna intenzione di chiudere l’ospedale di Fivizzano»

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FIVIZZANO. Un progetto regionale di sostegno alla Don Gnocchi, quindi alla riabilitazione all'ospedale di Fivizzano. Sostegno che si tradurrà in soldoni. Infatti, ieri l'assessore regionale per il diritto alla salute, Stefania Saccardi, ha annunciato l'impegno della Regione a sostenere con un finanziamento di 7 milioni e mezzo spalmati su tre anni la Don Gnocchi. E Saccardi rassicura sul destino dell'ospedale di Fivizzano: «Capisco bene che ogni soffio di vento viene interpretato come una tempesta, ma non c'è nessuna volontà di chiudere quello che c'è qui, non sono venuta a chiudere l'ospedale. Bisogna soltanto vedere che tipo di attività fare sul piano rimasto vuoto della Don Gnocchi, che impreziosisce quello che già c'è con la sua presenza». Ad affiancare Stefania Saccardi nel suo tour lunigianese c'erano il direttore generale dell'ASL Maria Teresa De Lauretis, e il consigliere regionale Giacomo Bugliani: ed è proprio con quest'ultimo che l'assessore regionale si è impegnata ad essere più presente sul territorio in futuro. Il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, ha elogiato la Regione per il suo "forte impegno a mantenere la struttura" e ha criticato i ministri dei passati Governi nazionali «che hanno sempre detto che gli ospedali con meno di 120 posti letto vanno chiusi. Non sono qui a chiedere l'infermiere o il medico, sono qui per governare i processi» ha aggiunto Grassi, il quale ha sottolineato che «il vero ospedale per acuti è a Massa» e ha puntato i riflettori su quella che è una criticità reale, ovvero le liste d'attesa, ricordando che "la sanità pubblica ha dato grandi frutti". Prima di arrivare a Fivizzano nel pomeriggio Stefania Saccardi interveniva all'inaugurazione della Casa della Salute di Bagnone, un ulteriore tassello per garantire i servizi socio - sanitari in Lunigiana.

Infatti, Bagnone e' la quarta Casa della Salute dopo Aulla, Villafranca e Pontremoli. L'assessore regionale evidenziava, in particolare, che "quando la politica, la sanità, gli operatori e le associazioni lavorano insieme, si raggiungono risultati importanti per la comunità come l'apertura di questa nuova Casa della Salute". Tornando, in conclusione, all'assistenza ospedaliera, il ruolo del presidio ospedaliero integrato, che comprende gli stabilimenti ospedalieri di Fivizzano e Pontremoli, sarà specificato dal PAV (Piano Attuativo di Area Vasta), che ha raccolto le esigenze di ogni territorio. Sono confermati i primari delle medicine, la chirurgia generale e l'ortopedia potranno contare sulla messa in rete con l'ospedale delle Apuane e sul mantenimento dell'attività svolta fino ad oggi, anche in virtù del fatto che, nei primi 6 mesi dell'anno, si è rilevato un leggero incremento della chirurgia generale e una sostanziale tenuta dell'ortopedia che potrà contare sull'arrivo di un nuovo medico. Anche l'attività pneumologica a Fivizzano è salvaguardata dagli ambulatori e percorsi altamente specialistici, nonostante il DM 70/2015 non preveda una struttura di pneumologia in ospedali di primo livello e che non abbiano un bacino di utenza di almeno 400.000 abitanti. Per non penalizzare i cittadini della Lunigiana e, nello stesso tempo, non disperdere un patrimonio di esperienza, la scelta è si è orientata a mantenere inalterata l'ampia attività diagnostica e terapeutica pneumologica per esterni e garantire, per patologie respiratorie non gravi, il ricovero in medicina nel nosocomio di Fivizzano.

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