Il Tirreno

«Qui in via Ilice viviamo nell’angoscia ad ogni temporale»

di Cinzia Chiappini
«Qui in via Ilice viviamo nell’angoscia ad ogni temporale»

I residenti di Nazzano: attendiamo ancora la pulizia del fiume «La manutenzione doveva essere fatta alla fine del mese scorso»

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CARRARA. Gli avenzini di via Ilice non sanno più davvero a quale santo votarsi. Perché dopo ripetute segnalazioni pubbliche sulla mancata manutenzione ordinaria del Carrione, e nonostante le rassicurazioni arrivate dagli enti competenti, il corso d’acqua continua a essere invaso di vegetazione e detriti, che ostruiscono almeno due delle tre campate del ponte ferroviario. Una situazione che, con l’annuncio di un imminente, drastico peggioramento delle condizioni meteo, alimenta rabbia e paura.
Paura in via Ilice: qui nessuna manutenzione è stata fatta.
«L’ultima nostra segnalazione risale a un mese fa. Avevamo spiegato che il letto del fiume si sta alzando, che la vegetazione continua a crescere indisturbata e che le campate del ponte ferroviario sono ancora ostruite…ci era stato promesso un intervento entro fine settembre e invece non è stato fatto nulla» raccontano i residenti, che nella giornata di mercoledì si sono recati a chiedere numi in municipio.

«Abbiamo parlato con un tecnico che molto gentilmente ci ha spiegato di non avere competenze sulla nostra zona e che adesso ha in mano tutto la Regione» dicono da via Ilice, sottolineando lo sgomento che li ha accompagnati all’uscita di Palazzo Civico.

«Viviamo nell’angoscia, per noi ogni allerta meteo significa ore e ore di tensione» spiegano i residenti denunciando che «dall’ultima alluvione, quella del 2014, non è stato fatto assolutamente nulla». I cittadini lamentano una totale inattività, sia sul fronte della rimozione della vegetazione che sempre più rigogliosa cresce dentro e fuori l’alveo del Carrione, sia per le opere più “impegnative” come la rimozione dei detriti dal letto del torrente e dalle due delle tre campate che compongono il ponte ferroviario. Un problema “vecchio” quest’ultimo, segnalato a più riprese anche dai residenti di via dei Ferrovieri, che chiedono ormai da anni interventi “strutturali” per contrastare il naturale accumulo di materiale sulla sponda destra del fiume in corrispondenza dell’ansa e dunque del ponte. «Per le prossime ore sono previste piogge intense…in questa situazione basta anche un tronco d’albero per ostruire il torrente e creare una situazione di pericolo» lamentano da via Ilice.

Lavori bloccati in via Argine Destro. Le preoccupazioni per l’allerta meteo emesso nella giornata ieri rimbalzano anche più a valle, nella zona di via Argine Destro dove i residenti segnalano uno stop ai lavori di ricostruzione della sponda crollata. Ruspe e operai erano arrivati a fine agosto, quasi due anni dopo il cedimento dell’argine: dopo qualche settimana di lavoro però, il cantiere è stato sospeso. «Siamo preoccupati, da una decina di giorni si sono fermati e non sappiamo il motivo. Saranno già finiti i soldi?». La risposta arriva direttamente dai tecnici regionali che mercoledì sera, nella loro illustrazione del Masterplan per il Carrione, hanno spiegato che negli ultimi giorni l’attività si è concentrata sulla bonifica bellica. In pratica prima di avviare la ricostruzione vera e propria dell’argine, gli addetti si sono accertati che nelle zone interessate dal cantiere non vi fossero ordigni. Una verifica quanto mai necessaria se si pensa che nel 2015, proprio durante una serie di interventi sul Carrione, fu trovata una bomba della II Guerra Mondiale nei pressi del ponte ferroviario: per rimuovere l’ordigno fu evacuata una gran parte di Avenza, per un totale di 17 mila persone “sfollate” in via precauzionale. La bonifica, hanno fatto sapere i tecnici, si è conclusa proprio nella giornata di mercoledì e non sono stati trovati ordigni. Questo significa che a breve, gru e ruspe potranno tornare al lavoro.

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