Il Tirreno

Quartiere Matteotti: un pezzo di Aulla che sta scomparendo

di Luca Borghini
Quartiere Matteotti: un pezzo di Aulla che sta scomparendo

Delle 50 famiglie che occupavano le case popolari ne rimangono solo 15. E anche queste saranno trasferite

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AULLA. C'è un pezzo di Aulla destinato a scomparire, anche se non si sa ancora quando. È la parte di quartiere Matteotti che si affaccia sul torrente Aulella, che non ci sarà più, ad eccezione del palazzo accanto al ponte, e sarà sostituita da un nuovo argine. Parliamo della porta di ingresso all'abitato di Aulla da sud, dove si stagliano, nella loro vetustà e recente squallore di dimore abbandonate a loro stesse, le bianche case popolari, dove non vive più nessuno da tempo, dove i portoni d'ingresso sono stati sbarrati per evitare che qualcuno possa entrarvi per dormire.

Insomma, tutta la striscia di case e attività che si affacciano sul torrente Aulella a quartiere Matteotti verrà demolita dalla Regione Toscana, perché l’alluvione del 25 ottobre 2011 non ha infierito soltanto su viale Lunigiana e su via Resistenza, con il fiume Magra che si portava via due vite umane, Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, che attendono ancora giustizia nelle aule dei tribunali, ma ha fatto parecchi danni anche a quartiere Matteotti, con i numerosi abitanti delle case popolari che hanno subito i disagi maggiori.

E se c'è un pezzo di Aulla destinato a scomparire, dovrebbe esserci un pezzo di Aulla realizzato ex novo nelle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese, proprio dove ora si trovano i tristi container bianchi e blu che ospitano scuole elementari e medie, lo stesso luogo in cui dovrebbero trovare posto le case popolari che saranno abbattute a quartiere Matteotti. Ma il condizionale è d'obbligo. Delle 50 famiglie che vivevano nelle case popolari di quartiere Matteotti, ne sono rimaste soltanto 15 ad avere diritto ad una nuova casa popolare. Parecchi di loro erano anziani e non ci sono più, altri si sono sistemati in maniera definitiva in altre dimore, mentre i 15 nuclei familiari rimanenti godono ancora dei contributi per l'autonoma sistemazione erogati dalla Regione.

«"Il progetto per realizzare le nuove case popolari - spiega Luca Panfietti, amministratore unico dell'Erp (l’ente che gestisce gli alloggi popolari) - è ancora in piedi e i soldi ci sono. Ci sono una pluralità di soggetti che si occupano della questione e all'Erp sono demandate la gara di appalto e la direzione dei lavori». Panfietti conferma l'impegno dell'ente per la ristrutturazione dei 49 alloggi popolari vuoti in Lunigiana: 18 ad Aulla, 1 a Bagnone, 2 a Casola, 3 a Filattiera, 5 a Fivizzano, 1 a Licciana Nardi, 1 a Podenzana, 7 a Pontremoli, 9 a Villafranca e 2 a Zeri.

Tornando a quartiere Matteotti, la sensazione è che i 15 nuclei familiari rimanenti che hanno ancora diritto ad una nuova casa popolare potrebbero essere alloggiati presto in altre case popolari vuote nel Comune di Aulla, ovviamente previa loro ristrutturazione. Ricordiamo che pochi giorni dopo l'alluvione del 25 ottobre 2011 le 50 famiglie di quartiere Matteotti furono sfollate dalle loro case a seguito di una ordinanza di sgombero per inagibilità. Le scene di disperazione non mancarono: infatti, nonostante l'evidente inadeguatezza degli alloggi, gli anziani in particolare proprio non ne volevano sapere di abbandonare case vecchie e ormai fatiscenti, ma dove erano pur sempre custoditi la loro vita, i loro ricordi, i loro affetti.

 

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