Il Tirreno

Quei teenager con il vizietto del furto

di Cinzia Chiappini
Quei teenager con il vizietto del furto

Banda di giovanissimi mette a segno 3 colpi in 24 ore in via Verdi a Carrara. Due sono stati fermati e ora sono ai domiciliari

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CARRARA. Tre furti nel giro di poco più di 24 ore in via Verdi. Nel mirino dei ladri, che potrebbero essere gli stesi del doppio blitz a fine settembre alla Yogurteria di via Manzoni, sono finiti l’edicola di Anna Orsi, il bar Giotto e anche il Centro arti plastiche. A dare l’allarme alcuni residenti, svegliati dal rumore dei vetri infranti: due componenti della banda sono stati fermati immediatamente da polizia e carabinieri, altri due sarebbero fuggiti.

E i componenti della banda che tra martedì e mercoledì ha messo a segno i colpi in via Verdi, sarebbero tutti giovani, tra i 17 e i 20 anni. Un gruppo di ragazzi carraresi, riconosciuti da uno dei commercianti derubati e che, secondo le testimonianze, agirebbero non per necessità ma per “noia”. A raccontarlo sono Silvio Sambo, gestore dell’edicola (di proprietà della moglie Anna Orsi) tra via Verdi e via Ceci e Paolo Giacomelli del bar Giotto, situato solo qualche metro più avanti.

«Da me hanno colpito martedì mattina, intorno alle tre. Il metronotte mi ha chiamato dicendomi che era stato infranto il vetro della porta e che qualcuno era entrato nell’edicola. Quando sono arrivato ho trovato tutto sottosopra: hanno rubato qualche cd e qualche dvd, i 15 euro di spiccioli che avevo in cassa e il libretto degli assegni, che ho immediatamente bloccato» racconta Silvio Sambo spiegando che difficilmente i ladri possono aver pensato di trovare nell’edicola un bottino “allettante”:«Non abbiamo nulla di valore, nemmeno i gratta e vinci» insiste Sambo, che punta il dito contro il degrado e lo spopolamento in cui è piombata Carrara. Dopo poco più di 24 ore in via Verdi scattano altri due furti: il primo al Centro Arti Plastiche, dove è stato rubato il registratore di cassa della biglietteria che conteneva 80 euro. Subito dopo è stata la volta del bar Giotto.

«Sono entrati intorno a mezzanotte. Hanno spaccato il vetro della porta, era infrangibile e ha fatto un gran botto. I vicini si sono svegliati e hanno chiamato le forze dell’ordine. La banda era composta da quattro ragazzi, uno è stato fermato dentro il bar, l’altro inseguito e bloccato mentre tentava di scappare» riferisce Paolo Giacomelli del bar. La refurtiva? «Un pc, un cellulare, qualche euro di fondo cassa e poi le sigarette. Qualche pacchetto è caduto in strada durante la fuga» racconta il barista sicuro che i ladri siano suoi “clienti”.

«Hanno iniziato rubando qualche dolcetto e le paste, poi c’è stata un’escalation. Non rubano per fame, ma per noia, lo so perché vengono sempre qui a fare colazione e a prendere le sigarette» spiega rammaricato Giacomelli. Il barista ha le idee chiare: i tagli alle forze dell’ordine hanno allentato i controlli in una città che con il tempo si spopola e quindi è più fragile. «Ho fatto il conto, in 5-6 anni solo in via Verdi hanno chiuso i battenti 21 attività tra negozi e uffici» osserva Giacomelli, convinto che desolazione e criminalità vadano di pari passo. Uno dei ladri è stato bloccato mentre si trovava all’interno del bar Giotto, un secondo inseguito e fermato mentre scappava per le strade della città. Altri due sarebbero riusciti a far perdere le loro tracce. Secondo le indiscrezioni riportate dai commercianti di via Verdi, la banda sarebbe la stessa che a fine settembre ha “saccheggiato” la yogurteria di via Manzoni.

Nel pomeriggio di ieri si è tenuto il processo per direttissima ai due fermati: entrambi sono stati confinati agli arresti domiciliari.

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