Toscana
Buco da 400 milioni all'Asl, chiesta l’archiviazione per il governatore Rossi
Il procuratore Giubilaro: le accuse contro di lui non hanno trovato riscontri. La richiesta non ancora esaminata dal Gip
MASSA. Il 30 novembre del 2012 il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi fu ascoltato per nove ore in Procura, a Massa, nell’ambito della maxi inchiesta sul buco di bilancio della Asl 1 - 400 milioni di euro - e poi iscritto nel registro degli indagati. A distanza di quattro anni emerge che il procuratore della Repubblica Aldo Giubilaro, su quell’accusa, aveva messo una pietra sopra da mesi, dal 27 giugno, giorno in cui, assieme al pubblico ministero Alberto Dello Iacono, ha depositato la richiesta di archiviazione per il reato di falso in bilancio a lui ascritto.
I due – governatore e procuratore – erano insieme due giorni fa, in un elicottero che ha sorvolato le Alpi Apuane: un volo per osservare dall’alto le cave di marmo.
Con Rossi, la Procura ha chiesto di archiviare anche le accuse a carico delle funzionarie regionali Carla Donati e Marisa Vernazza e di Niccolò Persiani della società di consulenza Taitle. Richieste di archiviazione che, al momento, giacciono in tribunale, pare sepolte sotto altre 4000 pratiche, arrivate nel giro di pochi mesi sulle scrivanie dei due gip rimasti in carica a Massa, i giudici Antonia Aracri ed Ermanno De Mattia.
«Abbiamo chiesto l'archiviazione- spiega Aldo Giubilaro- perché l'ipotesi iniziale accusatoria non ha avuto alcun riscontro. Capita». Giubilaro è sereno, pur sapendo che la richiesta di archiviazione farà discutere l'opinione pubblica apuana che visse l'inchiesta sul buco milionario della azienda sanitaria come un grande scandalo.
«Intanto- precisa Giubilaro- noi abbiamo sempre indagato in base ai conti della Guardia di Finanza che fino alla fine delle indagini ha certificato un buco di bilancio per la Asl 1 pari a 240 milioni di euro. Voglio dire ai cittadini massesi che questi soldi non sono stati rubati da nessuno, a parte un solo milione di euro intascato dall'ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti; sono soldi che la Asl ha speso per la sanità locale- continua Giubilaro- ma che in realtà non poteva spendere. La Asl spendeva più di quanto la Regione gli conferiva annualmente e per coprire queste spese in eccesso si falsificavano i bilanci. Nell'ambito della falsificazione, Giannetti ha distratto quel milione di euro. Il resto dei soldi è andato “a vantaggio” della sanità apuana. Con questo non voglio dire sia stato giusto. Voglio specificare che indagavamo per falso in bilancio e che nessuno si è intascato 240 milioni di euro».
Tornare sulle motivazioni della richiesta è importante: la procura è giunta alla conclusione, dopo aver eseguito tutti gli accertamenti del caso, che le accuse mosse al presidente Rossi non hanno trovato riscontro. Il tribunale di Massa aveva d'altra parte già stabilito che i due ex direttori generali Alessandro Scarafuggi e Antonio Delvino, accusati di essere stati gli autori del maxi buco, erano estranei ai fatti, smontando l'impianto accusatorio della procura che ne aveva chiesto il rinvio a giudizio. Con la richiesta delle quattro archiviazioni, la Procura si allinea alla tesi del Tribunale: il reato fu commesso solo da Giannetti, che per questo sta già pagando con 5 anni e 6 mesi di reclusione stabiliti a seguito del processo.
Il gip deve ancora decidere se accogliere la richiesta di archiviazione (potrebbe, in alaternativa, chiede un supplemento di indagine o disporre il giudizio). Cioè, in questi tre mesi nno ha ancora valutato la istanza di Giubilaro e Dello Iacono. «"Credo di poter dire che si tratti di un ingolfo burocratico- commenta la presidente del Tribunale di Massa Cristina Failla-; sono arrivate oltre 2000 richieste di archiviazione negli ultimi mesi solo al Gip Aracri e posso presupporne altrettante al giudice De Mattia a cui si aggiungono le 8000 richieste di archiviazione di ignoti. Ci vuole pazienza».
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