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Buco Asl di Massa, chiesta l'archiviazione per il governatore Enrico Rossi
La Procura ha depositato la richiesta a giugno anche per altre tre persone indagate
MASSA CARRARA. Buco da 440 milioni dell’Asl di Massa Carrara, la Procura di Massa ha chiesto l’archiviazione del governatore regionale Enrico Rossi e di altre tre persone iscritte nel registro degli indagati.
La richiesta è stata presentata il 27 giugno scorso dal procuratore Aldo Giubilaro e dal sostituto Roberto Dello Iacono che hanno condotto l’inchiesta e coordinato le indagini della Guardia di Finanza. La palla giudiziaria è ora nelle mani del Tribunale di Massa.
La Procura rende noto ora dell’avvenuta richiesta (l’occasione, il sopralluogo congiunto in elicottero sopra le cave di marmo apuane del governatore Rossi e del procuratore Giubilaro avvenuto nella mattinata di lunedì 10 ottobre). Le motivazioni? «Non è stato trovato nessun riscontro alle ipotesi accusatorie». L’inchiesta ha portato ad una sola condanna, quella di Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo dell’Asl di Massa, che nel novembre del 2012 fu condannato per peculato. È stato ritenuto colpevole di aver sottratto, negli anni, circa un milione di euro.
E il resto del buco? Le indagini hanno portato alla conclusione che il solo Giannetti avesse distolto dei soldi, il resto, nella realtà delle cose, è stato speso per la sanità apuana e nessuno, si evince dall’azione della Procura, si è appropriato di niente oltre a Giannetti. Le vicende processuali, oltre a quella principale di Giannetti, hanno portato alla piena assoluzione, per non aver commesso il fatto, gli ex direttori della stessa Asl Alessandro Scarafuggi (in carica dal 2002 al 2007) e Antonio Delvino (dal 2007 al 2010).
Fu lo stesso Enrico Rossi a far partire l’inchiesta generale presentando una formale denuncia. Ma anche lui nel proseguo dell’inchiesta fu indagato e nel novembre 2012 fu interrogato per 9 ore in Procura. Nel registro degli indagati erano finiti anche il professionista Niccolò Persiani, scelto come consulente dalla Regione Toscana per il bilancio della sanità regionale e le funzionarie Carla Donati e Marisa Vernazza. Per tutti ora la richiesta di archiviazione.
LA REAZIONE DEL GOVERNATORE
"Apprendo con piacere che il procuratore di Massa Aldo Giubilaro ha avanzato richiesta di archiviazione per le indagini aperte sul mio conto": dice il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "Sottolineo - aggiunge Rossi - che a denunciare il caso della Asl di Massa sono stato io stesso: questo ha consentito di condannare un signore che ha rubato danaro pubblico, il quale, durante la detenzione, ha pensato di chiamarmi in causa. Di qui l'avviso di garanzia e le indagini". "È normale - prosegue Rossi - che chi svolge funzioni pubbliche sia sottoposto a verifiche di legalità. Resto in attesa della conclusione definitiva della vicenda attraverso l'archiviazione. Per quanto riguarda infine il "buco", si tratta, è bene precisarlo, di soldi spesi in sanità oltre quelli che erano nella disponibilità della Asl di Massa e nascosti taroccando i bilanci. Noi abbiamo deciso di fare la certificazione di bilancio per tutte le aziende sanitarie, unico caso in Italia, e ciò ha consentito che emergesse il problema. Tutte le aziende sanitarie adesso sono certificate e la sanità toscana - conclude Rossi - è sicuramente tra quelle nel Paese con i conti più solidi perché nessuno ha fatto come abbiamo fatto noi".
LA PAROLA AL GIP
La richiesta di archiviazione per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi non è stata ancora presa in carico dall'ufficio gip. Il tribunale deve dunque ancora decidere se accogliere o meno la richiesta del procuratore della Repubblica Aldo Giubilaro di archiviare l'inchiesta che vedeva il presidente Rossi accusato di falso in bilancio, per il buco aziendale alla ASL 1 di 220 milioni di euro. Nonostante si tratti di una delle più importanti inchieste avviate dalla Procura di Massa Carrara, "le circa 4000 richieste di archiviazione arrivate al tribunale di Massa negli ultimi mesi - spiega la presidente del tribunale Cristina Failla - probabilmente hanno impedito ai gip di occuparsene: credo di poter dire si tratti di un semplice ingolfamento burocratico".
Fu lo stesso presidente della regione Toscana ad annunciare, nel novembre del 2012, di aver ricevuto un invito a comparire con persona sottoposta a indagine e a mettere in relazione il suo coinvolgimento nell'inchiesta alle dichiarazioni dell'ex direttore amministrativo della Asl Ermanno Giannetti, condannato in abbreviato. "È giochino vecchio come il mondo di accusare altri - commentò allora Rossi - per scaricare proprie responsabilità".
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