Gioco
«Così uccidono il turismo a Marina»
La denuncia dell’associazione: «Non c’è un piano e ormai il paesaggio è fatto di container e camion»
CARRARA. Avanza il progetto Waterfront, che trova fondi seppur per un piano di durata più che decennale, mentre le concessioni portuali lasciano ancora con il fiato sospeso quanto rimangono in banchina. Segnali di confusione, per come la vedono dall’Associazione “Amare Marina”, che nel consiglio comunale di mercoledì ha messo sotto accusa amministrazioni e il consiglio sull’assenza di una politica turistica compiuta e coerente per Marina di Carrara.
All’inizio del consiglio così la parola va alla presidente dell’associazione Dariella Piolante che sistemato il microfono davanti a sé legge un lungo e accorato appello, pieno di dettagli e questioni girate in offerte a consiglieri e sindaco. «Nella scorsa primavera – ha iniziato Piolante ripercorrendo le vicende che hanno portato all’intervento – la Porto Spa ha presentato all’autorità istanza di concessione per vent’anni di un’area demnaiale marittima della complessiva superficie di 67.623 metri quadri. sul piazzale città di Massa e in parte sull’area dell’adeguamento funzionale del molo d i Levante e due aree demaniali marittime per una superficie totale di 133.385 metri quadri».
Ma qualcosa non torna per Piolante. La richiesta è arrivata a marzo ma la concessione è arrivata solo ad agosto. «Sorge il dubbio che il piazzale città di Massa, con le dimensioni che presenta oggi sia un vero e proprio abuso. Dubbio che nasce dalla visione delle cartografie allegate al piano strutturale e della cartografia allegata al Poc, dalle quali pare di dedurre che non vi sia nessuna previsione di questa opera. Per questo chiediamo un chiarimento all’amministrazione comunale».
Ma c’è un’altra nota stonata nella ricostruzione di “Amare Marina”. Il lungomare non è più degno di tale nome, ormai i container accatastati della ditta Grendi ragiungono i tre piani ed è una vergogna offrire ai residenti e ai turisti che si cerca invano di richiamare qui, una desolante visione panoramica del genere».
Preoccupazione anche per l’annunciata realizzazione, da parte dell’impresa portuale, di due magazzini identici su piana rettangolare di circa 5.000 metri quadri ciascuno. I lavori, secondo l’istanza di concessione, dovrebbero durare 18 mesi circa dall’avvio della procedura autorizzativa. «Sono le stesse leggi che ci dicono che container e capannoni – ha attaccato Piolante – non devono stare sul lungomare. Lo dice il piano territoriale con valenza di piano paesaggistico. Tutti propongono eventi per la valorizzazione del turismo, propongono evneti e manifestazione, ma non sorge mai a nessuno il dubbio che finchè il lungomare è devastato dal porto commerciale, il destino commerciale e turistico di questa città è segnato?».
«Il turismo qui nasce dal mare e dal mare poi si diffonde verso i monti, ma nessuno verrebbe mai a godersi il paesaggio di mare e montagne per poi doversi godere lo spettacolo di container e camion. Dare concessioni ventennali sul piazzale città di Massa significa condizionare la pianificazione portuale ad uno sviluppo commerciale che però non è stata stabilita ancora in nessuna sede».
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