Il Tirreno

Terreni non edificabili ma l’Imu si paga lo stesso

di Manuela D'Angelo
Terreni non edificabili ma l’Imu si paga lo stesso

Articolo Primo e una parte del Pd attaccano: il solito scandalo massese Ma il Comune applica una legge nazionale, in attesa del Regolamento

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il tuo terreno è stato edificabile per anni, ma non ci hai mai costruito, per svariati motivi. Succede poi che, dal 2013 più o meno, con il nuovo Regolamento Urbanistico, il Comune di Massa il tuo terreno lo inserisce tra quelli non più edificabili e così adesso non potrai costruirci mai più. Però, per qualche anno ancora, continuerai a pagare l'Imu (l’imposta sugli immobili) come se fosse un terreno edificabile. Accade a Massa a centinaia di famiglie.

Il privato, cioè, perde il diritto a costruire sul suo terreno da subito, da quando cioè il Regolamento urbanistico è stato adottato – cioè nel luglio del 2015 – ma, fino alla sua approvazione definitiva, continuerà a pagare l'Imu come se il suo terreno fosse edificabile. Ora l'adozione definitiva del Regolamento urbanistico da parte del consiglio comunale è prevista per i primi mesi o la metà del 2017 (salvo rallentamenti). In pratica quasi due anni in cui i cittadini devono pagare l’imposta con aliquote diverse e più alte (un terreno edificabile ha un valore più alto rispett a uno in cui non si può costruire) di quanto sarebbe dovuto. Una evidente ingiustizia.

«Il solito scandalo massese», denunciano Articolo Primo e una parte del Pd. Ma lo scandalo, casomai, è tutto italiano, perché il Comune di Massa non sta facendo altro che seguire la normativa nazionale. Il problema era stato sollevato già nel giugno scorso dai comitati Anti Aru che, tra l'altro, erano stati ospitati in Rai, a Mi manda Rai3, per ricevere il parere di un esperto. Già in quell'occasione era stato detto a Maria Rosa Baldini, rappresentante per il comitato dei Quercioli, che il Comune di Massa era in piena regola: applicava la legge.

A ribadire il concetto è adesso l'assessore al Bilancio Giovanni Rutili pronto a rispondere alle interpellanze dei due consiglieri di maggioranza, Simone Ortori e Stefano Alberti, in uno dei prossimi consigli comunali. Intanto: i terreni nel nuovo Regolamento urbanistico sono passati da edificabili a non edificabili per diverse ragioni, la più importante quella del rischio idrogeologico, che ha individuato numerose aree Pime e Pie (pericolosità idraulica molto elevata ed elevata) su cui non sarà più possibile costruire, fino a che importanti lavori pubblici non rimuoveranno i vincoli. Ma a far cadere l'edificabilità dei terreni nel nuovo Regolamento ci sono anche le previsioni dell'amministrazione che, per certe aree, come sappiamo, ha pensato a nuove strade, rotatorie e parchi pubblici.

«Questi terreni- spiega l’assessore Rutili- sono come in un limbo, è vero, perché l'adozione del Regolamento li rende di fatto non edificabili, quindi i privati ad oggi non possono costruirci, ma per essi la tassazione continua a fare riferimento al vecchio piano regolatore. Quindi l'Imu è pagata come su un terreno edificabile. Questo perché la legge ci impone di mettere in salvaguardia un bene, operando verso ciò che è meno invasivo, in questo caso verso la non edificabilità. Il tema per noi è accelerare i tempi di approvazione- continua Rutili- perché non appena il Ru verrà approvato, quei terreni diventeranno ufficialmente non edificabili e la tassazione sarà corrispondente».

Rutili ricorda che, comunque, l'amministrazione ha pensato di fare qualche passo verso i contribuenti, abbassando del 40% l'IMU proprio in questi terreni in attesa di giusta nomenclatura.

Per Ortori (Articolo Primo), tuttavia, il problema è ancora più vasto di una tassa pagata indebitamente: «Con il nuovo Regolamento il Comune di Massa ha tolto l'opportunità di costruire a chi la voleva e l'ha data a chi non la voleva. Questo denota la totale mancanza di programmazione e visione politica. A mio parere, il comune avrebbe dovuto contattare i proprietari di quei terreni destinati a diventare non edificabili e dargli la possibilità di costruire per un breve tempo. So che qualcuno ricorrerà al Tar; i cittadini potrebbero pensare di chiedere il risarcimento dell'Imu pagata senza diritto, fatto che manderebbe il comune in gambe all'aria».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web