Gioco
Nicoli licenzia, la mobilitazione degli operai va avanti
La Cgil a sostegno del picchetto davanti al laboratorio. La titolare degli studi: è un dramma, sono distrutta anch’io
CARRARA. «È un dramma, la prima a essere distrutta sono io. Purtroppo non c’è lavoro, con la morte nel cuore ho dovuto firmare quelle lettere». La dichiarazione è di Francesca Alix Nicoli, amministratrice unica degli storici studi d’arte.
E intanto non si ferma la mobilitazione dopo i licenziamenti in tronco degli operai allo studio Nicoli. Dopo lo sciopero di ieri, allargato a tutto il settore del marmo, continuerà quello dei quattro artigiani-scultori che hanno ricevuto le lettere di licenziamento, con a fianco la Cgil. Non solo astensione dal lavoro, ma anche un sit-in davanti ai cancelli dello storico laboratorio di piazza XXVII Aprile che andrà avanti per otto giorni fino a quando i lavoratori potranno procedere a impugnare le lettere di licenziamento. «I lavoratori sono stati messi in allarme - dicono dal sindacato - su un possibile arrivo di artigiani agli studi, per terminare i lavori e le opere lasciati a metà. Proprio per questo motivo ci sarà un picchetto, tutti i giorni davanti ai laboratori, per impedire che questo avvenga». Non solo, proprio in queste ore è partita la richiesta di un incontro con l’Associazione industriali e con il sindaco Angelo Zubbani per cercare di arrivare a una schiarita in una vicenda che rimette in primo piano il tema del lavoro e, in questo caso, anche della difesa del “made in Carrara”. La vicenda è esplosa giovedì mattina con la lettera firmata da Francesca Nicoli, amministratrice unica dell’impresa, in cui si informava che “ la ditta si trova nella necessità di dover cessare l’attività in proprio” e che “non è possibile impiegare i lavoratori in altre mansioni, nemmeno di livello inferiore”. E per questo dopo i ringraziamenti “ per la collaborazione prestata” venivano licenziati i quattro operai attualmente in forza. I quattro operai-scultori, tutti giovani, tra i 26 e i 45 anni,hanno immiediatamente il sindacato, la Cgil e sono scesi in sciopero, a oltranza, per chiedere il ritiro dei licenziamenti. La mobilitazione continua oggi, e nei prossimi giorni. «I lavoratori sono pronti a fare ulteriori passi - spiegano dalla Cgil, il sindacato che si è messo subito a fianco degli operai licenziati - prima di arrivare a impegnare, dopo i canonici otto giorni, le lettere di licenziamento». A questo punto si attendono le risposte della richiesta di incontro al sindaco Zubbani e alla Confindustria apuana.
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