La protesta
Così la Regione rilancerà il territorio apuano
Presentato il piano da 6,5 miliardi per lo sviluppo della Toscana da qui al 2020 Con tanta attenzione al porto di Marina, alle cave e al dissesto idrogeologico
MASSA CARRARA. Oltre sei miliardi di euro da spendere entro il 2020, per realizzare 26 progetti, che vanno dalla reindustrializzazione, alla cooperazione internazionale, necessari a proiettare la Toscana in Europa. Si sta parlando del Prs, Programma Regionale di Sviluppo: in pratica il futuro, il domani di una regione attanagliata dalla crisi occupazionale, le nuove povertà e la disparità di sviluppo tra il suo entroterra e la sua costa.
A presentare i progetti alla villa della Rinchiostra c'era il consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani, alla presenza di tutte le associazioni di categoria, balneari, commercianti, le sigle sindacali, Confindustria, Camera di Commercio, Cna, Confartigianato, Coldiretti, tanti imprenditori, tra cui l'ex sindaco Roberto Pucci, segretari di partito e amministratori. Il tema è complesso, l'ossatura del Piano è stata appena accennata, attraverso il primo documento programmatico approvato dalla commissione regionale; gli interlocutori, però, hanno capito che da qui ai prossimi tre anni ci sarà da rimboccarsi le maniche per far confluire su Massa Carrara parte delle risorse disposizione. Occorrono idee, progetti, scommesse: la Regione non aspetta altro, ma non regalerà nulla.
Nove gli obiettivi del Prs, di cui sei dettati da Europa 2020, tra cui alzare i livelli di occupazione; reinvestire l'1,5 per cento del Pil in ricerca e sviluppo; tagliare del 20% le emissioni di gas serra; abbassare il tasso di abbandono scolastico al 13% e aumentare quello di istruzione universitaria al 30%. Ancora, ridurre di 630mila le persone in situazione di povertà ed emarginazione; non arretrare più gli occupati nel settore industriale e ridurre la disparità di sviluppo che esiste tra i vari territori della regione, soprattutto tra il nord e il sud, la costa e l'entroterra.
Ventisei i progetti da finanziare, come detto, con 6,7 miliardi di euro. Uno di questi riguarda nello specifico la provincia di Massa Carrara: rilancio della competitività della costa. In pratica sembra scritto per noi. “Difendere l'occupazione e il reddito dei lavoratori colpiti dalla crisi- si legge nel -; promuovere la costa attraverso la riqualificazione ambientale; potenziare le infrastrutture dei porti, e fornire sicurezza sul lavoro nei porti di Carrara, Piombino e Livorno; infine promuovere l'utilizzo dei materiali di cava”.
«Voglio sottolineare il peso della nostra provincia nel progetto numero 3- commenta Bugliani- dedicato all'area costiera, in cui si parla espressamente del ruolo strategico del porto di Marina di Carrara, per cui è arrivato già un primo milione di euro con la ultima variazione di bilancio, a cui si aggiungeranno altri negli anni a venire fino al 2037».
Nel Prs figura poi un progetto sulla piana fiorentina, uno sull'arcipelago toscano, il progetto per le aree interne e per la montagna; promozione del sistema delle arti, agenda digitale, banda larga; sviluppo rurale per una agricoltura di qualità, riqualificazioni urbane, turismo e commercio, riforma sanitaria, tutela dei diritti civili, lotta alla povertà e inclusione sociale, legalità e sicurezza, assetto idrogeologico e adattamento ai cambiamenti climatici.
Riguardo il dissesto idrogeologico Bugliani ha ricordato che «Massa Carrara è la provincia che ha ricevuto più finanziamenti dopo Firenze per la difesa del suolo. Oltre 26 milioni di euro; occorre continuare su questa strada, garantendo a livello locale un'efficace programmazione per poter ottenere risorse». E se aggiungiamo anche i progetti Giovani sì, successo scolastico, politiche per l'accoglienza e l'integrazione degli stranieri, città universitarie e attività di cooperazione, va da sé che la Regione intende intervenire a 360 gradi».
L'assessore regionale Marco Remaschi, impossibilitato ad intervenire, ha inviato un contributo all'iniziativa: «Il Prs è certamente un documento ambizioso, ma è proprio l'ambizione di cambiare in meglio la nostra società, il nostro territorio, che deve essere la base per una corretta azione amministrativa; non è con la paura di osare che ci garantiamo un futuro, non si può rinunciare alle opportunità solo per il timore di non poter alle volte raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».
Manuela D’Angelo
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