Il Tirreno

Marmo, il regolamento apre alle concessioni alle aziende pubbliche

di Libero Red Dolce

Iniziato in commissione il dibattito sugli agri marmiferi La durata massima delle concessioni, 25 anni, fa discutere

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Si muove su tanti piani il futuro del marmo e delle concessioni a Carrara e ci si può aspettare, con facile scommessa, che non c’è argomento che più infiammerà il dibattito nell’aula consiliare e nella Commissione marmo per il prossimo mese. L’attesa cioè per il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla videnda dei Beni estimati.

Ieri è cominciato in Commissione l’esame della bozza che dovrà portare all’approvazione del «Regolamento per la concessione degli agri marmiferi comunali». E già sul nome c’è stata una piccola e breve tensione, con il consigliere stellato Stefano De Pasquale che ha chiesto di eliminare la parola «comunali» presente alla fine del testo perché potrebbe generare un fraintendimento che porterebbe a escludere i beni estimati da quelli oggetto del regolamento. Il sindaco Zubbani ha chiarito che nella bozza precedente la parola non c’era e che, come da articolo 2 della bozza, il regolamento comprende tra i beni anche i cosiddetti “beni estimati”. Insomma, qualche intesa tra minoranza e maggioranza c’è. Si vedrà sul lungo periodo.

Il testo, come spiegato anche dal presidente della Commissione Marmo Cristiano Bottici (Pd), fa propri alcuni capisaldi sanciti dalla regionale 35. A illustrare quanto prodotto dagli uffici tecnici del Comune c’era il dirigente del settore Marmo Antonino Criscuolo. .

Tra le importanti novità introdotte dal testo, e che segnano una discontinuità rispetto al passato, nella bozza di regolamento si dice che «la coltivazione e l’utilizzazione delle risorse minerarie si esercitano attraverso lo strumento della concessione amministrativa, a titolo oneroso ed a tempo determinato». In particolare, al punto 3 dell’articolo 6, si specifica che per la selezione dei progetti per la gara di assegnazione saranno valutate «le ricadute ambientali, le ricadute socio economiche del piano industriale e la natura e l’ammontare degli investimenti e l’ammontare del canone di concessione annuo offerto dai partecipanti».

Non ci si ferma soltanto a questo. «La proposta – aggiunge Bottici – è di valutare punto per punto la bozza, aumentando il numero degli incontri della commissione, dandosi anche il tempo di leggere e digerire la materia». «Per evitare che qualcuno in fase di gara faccia un’offerta incongrua che poi non riesce a mantenere nella pratica – spiega Criscuolo – si è aggiunta una penale per chi rinuncia alla concessione dopo averla vinta».

Cambiano anche le norme per la dichiarazione d’inattività e la decadenza della concessione. Chi produrrà annualmente materiali da taglio inferiori al 50% di quanto previsto nelle fasi del piano autorizzato dal comune rischierà la decadenza. Ma cambiano anche le regole sull’inattività che dovrà essere di 180 giorni consecutivi e non di 8 mesi in due anni come adesso.

Si distingue dalla legge regionale invece quanto previsto dall’articolo 18, che prevede la possibilità di affidare la coltivazione degli agri marmiferi anche a società di capitali pubbliche o miste pubblico private. «La legge regionale non lo prevede – commenta il sindaco Angelo Zubbani – ma non lo esclude. Ci sembra una possibilità interessante».Nei prossimi giorni i membri della commissione studieranno la bozza, ma ci sono già delle frizioni su alcuni argomenti “classici”. Ad esempio la durata massima delle concessioni, fissata a 25 anni dalla bozza. «Si resta ancorati al passato – sostiene la consigliera Claudia Bienaimè –concessioni che durano una generazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web