Il Tirreno

Mancano i giudici, al tribunale di Massa i processi rallentano ma non si fermano

Mancano i giudici, al tribunale di Massa i processi rallentano ma non si fermano

Il presidente Failla dopo il trasferimento dei tre colleghi. «Aspettiamo risposte al bando del Csm, andiamo avanti»

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MASSA. Gli effetti del trasferimento di tre giudici si stanno facendo sentire sul tribunale. In attesa di risposte al bando pubblicato dal Csm - per due dei tre posti - i magistrati che sono rimasti stanno facendo di tutto per smaltire il lavoro. Con un problema: da gennaio gup e gip saranno figure ricoperte da una sola persona, Ermanno De Mattia, mentre fino alla fine dell’anno ci sarà anche la collega Antonia Aracri, dal 2017 a Lucca. Non è neppure una situazione di emergenza, o meglio lo è. Il problema è che non si sa quando finirà, dato che prima di sostituire chi non c’è più gli interessati ai posti vacanti devono rispondere al bando. E una volta risposto affermativamente bisognerà aspettare qualche mese per il loro inserimento. Bene che vada, insomma, se ne parlerà nella prossima primavera.

«Il lavoro che deve essere smaltito è stato tutto assegnato ai colleghi che sono rimasti - spiega il presidente del tribunale Maria Cristina Failla -, ma è chiaro che in questa fase non potremo mantenere gli stessi ritmi. Ci saranno dei rallentamenti, ma nessuno dei procedimenti si fermerà. Giudici onorari e di pace e got ci daranno una mano e speriamo che ci siano delle richieste di venire a Massa. Intanto è già buono che il consiglio superiore della magistratura abbia inserito Massa nel bando attuale, una concessione straordinaria, e che abbia cambiato i criteri per chiedere il trasferimento. Non ci saranno più emorragie di toghe come quelle che abbiamo vissuto in questo autunno». Detto dell’ufficio gip e gup, fondamentale per non dare vita a un effetto tappo, che fino a dicembre sarà risolto trattenendo l’Aracri, c’è da capire come si farà da gennaio in poi: «La nostra idea - continua Failla - è di chiedere al tribunale di Genova di mandarci un giudice a rotazione tutte le settimane per fare le udienze preliminari, mentre De Mattia farà il gip. Insomma in questo modo non dovremmo avere grossi contraccolpi, anche se come detto i rallentamenti ci saranno inevitabilmente».

I giudici che verranno in sostituzione di chi è andato via copriranno penale e civile. Soprattutto al penale c’è bisogno perché Fabrizio Garofalo (andato a La Spezia la scorsa settimana) aveva parecchi fascicoli. Ma non scomparirà da Massa, dato che per i procedimenti più importanti chiederà di essere applicato, per non farli ricominciare da capo. Sarà applicato per il processo sulla faida dei Poggi che vede alla sbarra i fratelli Mattia e Pablo Ricci e Thomas Quadrella. Sono tutti e tre detenuti e quindi non avrà alcun problema. Così come non avrà problemi per chiedere l’applicazione per un altro procedimento collegiale che riguarda un’altra persona detenuta. Il processo che rischia di ripartire da capo invece è un altro: quello al pediatra Giorgio Biava, accusato di omicidio colposo per la morte della piccola Irene Del Monte. A dicembre è prevista l’udienza con la deposizione dei due super periti nominati dallo stesso Garofalo. Eppoi bisognerà correre perché se si va al 2017 la difesa del medico potrebbe chiedere di ripartire da capo. Con un altro giudice perché di nfatto Garofalo non potrebbe più chiedere di essere applicato. Anche per il crollo sul Carrione si dovrebbe fare un strappo alla regola, altrimenti si può già chiudere la partita perché la prescrizione se si riparte da zero è pressoché scontata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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