Il Tirreno

Il consiglio dice no all’uscita da Gaia spa

di Libero Red Dolce
Il consiglio dice no all’uscita da Gaia spa

Mancano i numeri per due ordini del giorno. Acqua alla gola: «Astenuti e contrari si sono opposti al cambiamento in questa città»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Gaia divide e infiamma il consiglio comunale, che boccia due ordini del giorno riguardo a Gaia: uno per uscire dal gestore idrico, l’altro per ridurre il perimetro Ato. Un primo documento chiedeva di provare ad iniziare una procedura esterna di consulenza, per verificare se esiste veramente la possibilità di uscire dal gestore idrico.

L’altro, a firma 5 stelle, chiedeva invece di modificare il perimetro dell’Ato riducendolo al bacino idrogeografico.

«Nella riunione con i capigruppo – spiega il consigliere Stefano Caurso– il sindaco HA espressole sue motivazioni con la chiara affermazione che da Gaia non si può uscire, mentre quanto richiesto dall'altro ordine del giorno sembrava fosse un percorso condivisibile».

Il sentiero da percorrere perciò è stretto e si opta per una sintesi dei due documenti. «Sarebbe solo uno spreco di denaro inutile se non si può uscire da Gaia», commenta Caruso.

Alla fine però il documento viene respinto: 9 i voti contrari, 5 favorevoli e il resto astenuti. Respinto. E la polemica scatta.Fino al giorno dopo.

«Un tradimento di sindaco e consiglio – commenta duro Stefano Benedetti – ma quanto meno il documento su Gaia presentato e votato in consiglio comunale è servito per capire che L' amministrazione comunale e la maggior parte dei consiglieri non vogliono uscire da Gaia ed chiaro che senza le iniziative del Consiglio Sovrano e competente nelle scelte amministrative, oggi siamo più consapevoli che non solo non si uscirà dalla società, ma continueranno le vessazioni e gli aumenti nelle bollette».

Duro anche il commento dei consiglieri del Movimento 5 stelle, che criticano la scelta del consiglio di non votare contro, per impedire l'affidamento del servizio idrico integrato ad un unico soggetto gestore regionale in favore di gestioni per singoli bacini idrografici o sub-bacini. Una centralizzazione che non piace.

«La motivazione del voto contrario del sindaco, e quindi di quello dei consiglieri – commentano gli stellati – è stata che pur condividendo il ricorso ad Ambiti corrispondenti ai bacini idrografici, riconoscendo che la gestione sarebbe maggiormente controllabile ed efficiente, non intende neppure prendere in esame l'uscita da GAIA, gestione che si estende su un territorio grande come due province. Non si capisce se questa visione schizofrenica nasce da una reale mancanza di interesse ad andare incontro alle richieste dei cittadini oppure se le decisioni da adottare siano dettate al sindaco dal suo partito che di fatto è a favore della privatizzazione dell'acqua».

Comune il biasimo, da parte dei consiglieri che hanno votato a favore del documento, contro il voto di astensione dei quattro consiglieri arancioni. «Sebbene possa comprendere i mal di pancia di maggioranza che hanno avvolto 3 consiglieri portandoli a non votare – commenta Caruso – , difficilmente si comprendono i 5 non votanti dell'opposizione (arancioni e UDC). Ci si potrebbe sprecare in dietrologia spicciola, però». Ma qui si ferma.

Critiche a chi si è astenuto anche dal movimento anti-Gaia “Acqua alla gola”: «Dispiace per quanti hanno scelto la strada dell'astensione, perché con il loro voto di fatto hanno favorito il "no"al cambiamento. Il tempo chiarirà i motivi di una astensione ,se dettata da opinioni o da motivazioni tutte politiche in fatto di future strategie politiche», fanno sapere.

Esprimono delusione dunque per il voto di ieri, ricordando «al sindaco della citta'e alla sua maggioranza che 20.000 cittadini hanno firmato un documento di cambiamento del sistema idrico integrato». Un patrimonio che non intendono disperdere.

A sostenere le ragioni di un’uscita anche il consigliere di Articolo Primo, Simone Ortori: «Se Gaia non cambia e non risponde alle esigenze della popolazione non ci spaventa per niente l'idea che la gestione dell'acqua, anche attraverso la progressiva riduzione del bacino idrografico di riferimento, torni ai Comuni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web