Toscana
Capre muoiono per esche avvelenate
Continua la morìa nell’azienda agricola di Mezzana: «L’Asl non ha ancora trovato l’antidoto»
FIVIZZANO. Stanno morendo una dopo l’altra avvelenate le capre dell’azienda agricola La Fattoria del Cow Boy di Mezzana gestita da Martina Giorgi e Mario Deiana. Una vera e propria strage che sta decimando il gregge, che inizialmente era composto da 131 capre, a causa di esche avvelenate disseminate nei pascoli. I primi decessi con tre capi, con altri 11 salvati in extremis dai veterinari, si erano verificati lo scorso venerdi 23 settembre. Quel giorno i due giovani allevatori avevano subito allertato il servizio veterinario dell’Asl che recato sul posto aveva accertato l’avvelenamento. “Non sappiamo chi ha gettato queste esche avvelenate – dichiara Mario- ma questo gesto sconsiderato ci sta provocando grandi danni economici”. E da allora è stata un’escalation con una o due capre che quasi ogni giorno muoiono nonostante che, a seguito dell’episodio iniziale, siano state tutte rinchiuse all’interno del recinto e alimentate esclusivamente con fieno e mangime esterno all’azienda. “ Non potendo pascolare dobbiamo fornire loro gli alimenti- prosegue l'allevatore- con una spesa che si aggira sui 100/110 euro il giorno e questo finché l’area non sarà bonificata, si parlava di una ventina di giorni”. Da allora sono passate due settimane e sono morte altri 8 animali per il veleno che avevano evidentemente ingerito in precedenza nei pascoli.” L’Asl è venuta diverse volte per prelevare campioni di capre da sottoporre ad analisi all’università di Pisa per poter individuare il tipo di veleno e preparare un adeguato antidoto - racconta l’allevatore – ma ad oggi non si è avuto alcun risultato. Esisterebbe un antidoto ad ampio spettro ma costa 1300 euro dose, una spesa insostenibile considerato che una capra ha un costo di duecento euro”. Insomma una tragedia che sta mettendo in ginocchio questa azienda costruita da Martina e Mario con tanti sacrifici e grande passione solo sette mesi fa, senza contare altri inconvenienti che si sono succeduti recentemente come due assalti dei lupi con quattro capre sbranate e altre cinque disperse. E a giugno il furto di 23 capretti da parte dei ladri. “Siamo in difficoltà – dicono i due allevatori- chiediamo al servizio dell’Asl che faccia il possibile per trovare un antidoto altrimenti non ne rimarrà nemmeno una di capra“. E per aiutare Martina e Mario per alimentare il gregge è intervenuto un pastore massese che ha donato del fieno e un signore di Casciana. ( M.L. )
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