Italia
«Pronto signora, sono l’avvocato di suo figlio...»
Ecco come la banda raggira i genitori con telefonate che provocano batticuore
MASSA. È una truffa subdola perché va a colpire gli affetti più cari di un genitore: i figli. E quando mamma e papà sono anziani è più facile fargli credere che il futuro della loro prole dipende tutto da un po’ di soldi. E cosa sono poche migliaia di euro rispetto al carcere? Il raggiro ha fatto centinaia di vittime in tutta Italia e adesso è arrivato ai piedi delle Apuane, con due casi a pochissime ore di distanza uno dall’altro. Bottino seimila euro a due anziane mamme preoccupate per quello che era successo ai loro cari. Talmente preoccupate da non farsi venire in mente di chiamarli prima di mettere mano al portafoglio.
Ma come funziona il tranello? Basta una semplice telefonata per far battere all'impazzata il cuore di chi è all’altro capo della cornetta e creare panico. Un sedicente avvocato che riferisce di essere l'assistito di un figlio, di un nipote, e che chiede ai familiari una somma in denaro, per liberare il suo assistito da un arresto da parte delle forze dell'ordine. La maggior parte delle vittime scelte per questo tipo di truffa sono persone anziane e soprattutto sole, persone che hanno come unico riferimento uno o due familiari, e che non esitano a correre in aiuto di quei pochi e soli parenti prossimi in difficoltà. Una volta che la vittima percepisce il pericolo messo in atto dal finto avvocato, per la maggior parte dei casi, non solo riferisce la quantità di denaro disponibile in casa, ma la mette subito a disposizione al fine di liberare dall'arresto il parente, ed è così che il malvivente dopo poco tempo, si presenta sotto casa della vittima e preleva i soldi scomparendo nel nulla.
Ma il finto avvocato non si limita a questo. Per rafforzare la veridicità del suo racconto dice alla vittima di chiamare i carabinieri che confermeranno l’accaduto. Ed è qui che l’astuzia del criminale si prende gioco dei vecchietti: non riaggancia la telefonata, facendosi forte dello choc provocato nell’interlocutore. E l’anziano comincia a digitare il numero non accorgendosi di nulla. E a rispondere è sempre il finto avvocato, che diventa finto maresciallo dell’Arma. E che ripete la pappardella già sentita: suo figlio ha avuto un incidente oppure suo figlio lo abbiamo arrestato noi. Poi il militare dice di contattare l’avvocato e di pagargli la parcella per consentire di dare inizio alla difesa. Oppure, se si tratta della variante dell’incidente, per pagare l’assicurazione e saldare il danno provocato a persone e cose. Prima di chiudere la telefonata la comunicazione che il legale si sta dirigendo già a casa della vittima per essere saldato. Purtroppo i vecchietti rivelano molte cose, anche quanti soldi contanti hanno a disposizione.
Il consiglio delle forze dell’ordine è quello di non fare mai la seconda telefonata con lo stesso apparecchio, perché è sicuramente bloccato dai malviventi. Se proprio volete togliervi il dubbio chiedete aiuto a un vicino. Buttate giù la cornetta e andate dal dirimpettaio e componete il numero che vi ha fornito l’avvocato: soltanto se vi rispondono i carabinieri o la polizia allora il racconto che vi hanno fatto è vero. Ma è soltanto uno scrupolo perché la procedura non è questa, quindi se ricevete chiamate del genere dovete essere sempre diffidenti e controllare. Polizia e carabinieri comunque in questi giorni apriranno gli occhi in cerca della banda. E chiedono la massima collaborazione a chi viene contattato. Anche se quello che avete è soltanto un sospetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
