La protesta
Folla in Duomo per il cardinal Bagnasco
L’arcivescovo in città per festeggiare il patrono: «Felice di essere qui». E ai profughi: «Preghiamo per le vostre famiglie»
MASSA. San Francesco, patrono della città di Massa che ogni 4 ottobre celebra e festeggia il frate buono che si spogliò di ogni avere per il prossimo. Martedì scorso, tra canti e balli, la festa con la fiera, l’odore delle caldarroste e dello zucchero filato, i palloncini per i bambini, c’è stata tanta commozione per l’arrivo del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), che ha voluto onorare Massa e i suoi fedeli, celebrando la messa solenne al Duomo proprio in occasione dei festeggiamenti per San Francesco. Bagnasco arriva con la scorta ed entra in Duomo anticipato dai frati francescani in abito bianco, l’incenso e canti in latino, i vescovi emeriti e monsignor Giovanni Santucci, attuale vescovo della Diocesi. A Bagnasco è dato il compito di dire messa e commentare l’omelia dedicata a san Francesco: «Felice di essere qui in questa comunità che oggi celebra il suo patrono - ha detto- ma lo sguardo non può che allargarsi all’Italia, che oggi venera il suo santo protettore». «Ha significato celebrare i santi di un tempo passato? L’uomo moderno è emancipato a certe cose?- ha chiesto Bagnasco davanti a centinaia di fedeli che hanno affollato la cattedrale - dimenticare o peggio rinnegare santi e protettori, significa perdere le radici e condannarci allo smarrimento, non vogliamo che l’Europa si metta su questa strada».
Bagnasco ha poi ricordato i giovani: «Che continuino a sentirsi parte del grande flusso della storia», ha detto e poi ha condannato il materialismo dei tempi moderni.
«La realtà è ben più grande di ciò che l’intelligenza dell’uomo vede, comprende e tocca. Tutti siamo tentati dal materialismo, esiste solo ciò che vedo e ciò che tocco, siamo miopi della nostra intelligenza. La realtà, invece, è una esperienza indicibile. Oltre il visibile c’è qualcosa di più grande e desiderabile».
Nel pomeriggio il cardinale ha fatto visita ai profughi rifugiati a Casa Faci di Marina di Massa e con loro ha trascorso un po’ di tempo, pregando. “You are welcome in the name of the Lord”: con questo canto di benvenuto gli ospiti del centro di accoglienza, hanno salutato il cardinale Angelo Bagnasco, durante un incontro festoso alla presenza del direttore della Caritas diocesana, Almo Puntoni, del vescovo Giovanni Santucci, del vicequestore, del viceprefetto e del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, assieme ai volontari del centro e alle suore, tutti coordinati dal mediatore culturale Momar Seck.
«Obiettivo della permanenza di queste persone qui- ha detto il cardinale- è creare un contesto di accoglienza e di fraternità, che possa dare ristoro e serenità, dopo le difficoltà incontrate nel viaggio in fuga dai loro paesi di origine. Ringrazio queste persone - ha concluso Bagnasco rivolto ai volontari - che si dedicano a voi con il cuore e l'intelligenza». E poi rivolto ai rifugiati: «La nostra preghiera va alle vostre famiglie che sono rimaste a casa e il nostro impegno per rendere realtà il vostro sogno di un futuro migliore».
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