Italia
Droga in casa «Mi serve per curarmi»
MASSA. I carabinieri erano andati a casa sua, a Montignoso, dopo che una fonte confidenziale che avevano fermato gli aveva rivelato che nell’abitazione avrebbero trovato un bel po’ di stupefacente....
MASSA. I carabinieri erano andati a casa sua, a Montignoso, dopo che una fonte confidenziale che avevano fermato gli aveva rivelato che nell’abitazione avrebbero trovato un bel po’ di stupefacente. Così sono saltati un bel po’ di grammi di marijuana, tanti per essere considerata una scorta personale. A prendersi la responsabilità è stato il capofamiglia, che ieri dopo tre anni si è presentato in tribunale per il processo. E ha detto la sua davanti al giudice Elisabetta Congiusta. Ovvero che quella marijuana la consumava lui per curare lo stato di depressione che gli era venuto dopo che era stato operato diverse colte per problemi cardiaci: «Non mi muovevo più di casa e avevo paura di morire da un momento all’altro». Il suo legale ha anche presentato la cartella clinica dove si attestano le non buone condizioni fisiche.
Tra i testimoni sono stati sentiti anche i carabinieri che hanno effettuato il sopralluogo e che hanno raccontato come sono arrivati a quel blitz. All’inizio non credevano che la droga fosse del capofamiglia, ma l’uomo è riuscito a dimostrare che teneva quella roba perché era l’unica cosa che lo faceva stare bene. L’udienza è stata rinviata e si riprenderà a gennaio, con gli ultimi testimoni prima di requisitoria e arringa e della camera di consiglio.
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