Gioco
Bollette dell’acqua salate: ecco come fare ricorso
Iniziata la consegna dei moduli, già partite 30 contestazioni a Gaia. L’appello del comitato: si unisca anche chi deve pagare importi più bassi
MASSA. Vero che Gaia l’impegno ad interrompere i distacchi se l’è assunto, altrettanto vero che quell’impegno non si è ancora tradotto in un atto. Nero su bianco e firma in calce. Non solo, il comitato “Acqua alla gola” di limitatori di flussi temporanei, di acqua garantita a tempo, non ne vuole neppure sentir parlare e fin quando il no ai distacchi non sarà contenuto in atti, la protesta la porterà avanti.
Detto e fatto: ieri pomeriggio partono i primi “ricorsi” contro la società che gestisce la rete idrica e la depurazione. Una procedura - per essere tecnici - di contestazione: tu non paghi la bolletta, scrivi una lettera al gestore e contesti appunto, la modalità di definizione dell’importo. Gaia ha 30 giorni di tempo per dirti la sua. Se non risponde o la risposta non risulta soddisfacente, allora l’utente (solo o rappresentato da associazioni o avvocato) incontra il gestore per la conciliazione paritetica. E nel frattempo ogni azione esecutiva - incluso l’eventuale distacco - si blocca.
Si apre il dibattito e in caso di mancato accordo, entro ulteriori 15 giorni, la questione finisce di fronte al difensore civico regionale. Unico possibile effetto collaterale: la messa in mora per mancato pagamento che costa al cittadino 16 euro. Escluso, invece, qualsiasi tipo di sanzione: così - spiega l’avvocato Francesca Galloni - ci ha assicurato anche il difensore civico interpellato al riguardo. Per la contestazione, il comitato ha predisposto fac-simili di lettere e li ha distribuiti in negozi e esercizi cittadini (vedi box soprea).
Scopo dell’operazione: mandare in tilt gli uffici legali di Gaia perché il comitato punta a centinaia e centinaia di “ricorsi”. Ieri, al parco dei Ciliegi, ha inaugurato la contestazione: bollette pesanti, da 300, 500, 700 euro. E per nessuna è stato versato un centesimo, sono state, invece, stese lettere di “obiezione” formale e quelle lettere arriveranno a breve sulle scrivanie di Gaia. Trenta in sole due ore e tutte per importi rilevanti.
Anche se “Acqua alla gola” invita ad unirsi al fronte anche chi il bollettone non lo ha ricevuto: è - spiega Francesca Galloni - un atto di solidarietà nei confronti di chi deve fare i conti con somme da capogiro e, anche facendo i salti mortali, non riesce a pagare le bollette. Un obbiettivo ambizioso, quindi, che il comitato persegue con il sostegno di un ampio fronte: ad “Acqua alla gola” si sono unite, infatti, anche diverse associazioni ambientaliste.
«Davvero - le parole sono di Galeano Fruzzetti - è nato il popolo dell’acqua». Disposto a fare il passo indietro e bloccare la contestazione se il no ai distacchi si traduce in delibere, ordinanze o atti del consiglio del amministrazione di Gaia. (c.s.)
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