Il Tirreno

IL TEATRO NON È PRIVILEGIO PER POCHI

Ottima la stagione teatrale al Guglielmi: ma fino a quando centinaia e centinaia di massesi non avranno modo di vedere almeno una rappresentazione nello storico e lussuoso teatro comunale? Ebbene si,...

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Ottima la stagione teatrale al Guglielmi: ma fino a quando centinaia e centinaia di massesi non avranno modo di vedere almeno una rappresentazione nello storico e lussuoso teatro comunale?

Ebbene si, viene proprio la voglia di dirlo e gridarlo ai quattro venti visto ormai che il plurisecolare sistema di accesso a simili iniziative è pressoché invariato da quando la imponente struttura di "alto pregio culturale" ,è praticamente bandita appunto ad una buona parte di cittadini che non si possono purtroppo permettere, a causa delle precarie condizioni economiche, di accedere al teatro per seguire magari una delle opere di primo piano,- delle quali hanno comunque avuto la possibilità di leggerne la trama, a scuola o in qualche pubblicazione della biblioteca.

È bene che nella nostra. città si possa riscontrare un così grande risveglio, interesse e voglia di cultura legata al teatro anche grazie al lavoro portato avanti dalla Fondazione Toscana Spettacolo. Ma purtroppo questa situazione che è sempre andata avanti a favore di certe sfere sociali che si sono passate il testimone di padre in figlio, questo non ci và proprio giù, perché dovéndo vedere accomodati ad ogni stagione, nei palchi e nelle poltrone di prima fila le solite facce è veramente desolante. Ed allora perché, questi amministratori di turno non si chiedono finalmente se queste situazioni siano proprio da inserire nei record tanto che ci si incensa affermando che in «una sola ora il Guglielmi riesce- pensate- a fare sold out»?

Ma siamo sicuri che tutti coloro che vanno a teatro con l'abito di sera, il frac, la. camicia inamidata ed il papillon, siano così desiderosi ed anche culturalmente predisposti a seguire e a metabolizzare grandissime opere composte dai geni quali Goldoni, Shakespeare, Rossini?

Ed allora perché non ci poniamo il quesito affinché, si possa finalmente giungere all'invito a teatro di tutte le componenti di questa nostra società, magari ricercandone le motivazioni di questa loro "assenza forzata" e se possibile indirè conferenze per preparare coloro che vorrebbero agevolmente accedere a queste manifestazioni fin qui ostruite da mille ostacoli?

Ciò perché possano finalmente entrare a farne parte ed essere coinvolti in questo mondo particolare che è il teatro classico.

Dove le problematiche politiche, sociali e culturali sono talvolta rimaste invariate, per varie cause e che perciò, forse proprio il teatro vero in generale, civile e democratico, vorrebbe invece indirizzare per strade più equilibrate, a favòre di una società migliore senza distinzioni di sorta.

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