Attenzione
Da quattro mesi l’Inps non paga le integrazioni
MASSA. Una processione di metalmeccanici agli sportelli della sede dell’Inps locale. Un mese dopo l’altro, da giugno, a sentirsi ripetere: «I soldi non ci sono, ci sono dei problemi. Ancora un po’ di...
MASSA. Una processione di metalmeccanici agli sportelli della sede dell’Inps locale. Un mese dopo l’altro, da giugno, a sentirsi ripetere: «I soldi non ci sono, ci sono dei problemi. Ancora un po’ di pazienza».
I denti stretti e i sacrifici per tenere il lavoro e la realtà produttiva li fanno da tempo i lavoratori della Rational, che produce macchinari per la lavanderia. Resistono da quattro anni i 23 operai metalmeccanici: contratti di solidarietà al quarto rinnovo consecutivo, orario di lavoro dimezzato e riduzione anche della paga. Ma non vedono da mesi la parte della busta paga che dovrebbe versare l’Inps mentre l’azienda fa la sua parte, pagando le ore lavorate. Una mancanza che incide tanto, troppo, sulla vita di chi ogni giorno ha scelto di fare una rinuncia per non sacrificare i compagni di lavoro e porre un argine all’emorragia di realtà produttiva dalla provincia di Massa Carrara.
Il problema, pare, è interno all’ente previdenziale. Una falla comunicativa o tecnica tra la sede centrale e quella locale. «Carenza di personale», «problemi tecnici» si sono sentiti dire i lavoratori che sono andati a reclamare quello che è un loro diritto. «Riteniamo inaccettabili le giustificazioni tecniche accampate dall'INPS – denunciano in un comunicato i lavoratori della Rational – rispetto a questi mancati pagamenti. Se esistono problemi tecnici o legati alla mancanza di personale che INPS si attrezzi per risolverli. Perché è impossibile accettare il fatto che le poche centinaia di euro di integrazione con i quali il lavoratore pagherà il mutuo o farà la spesa non arrivano per disservizi tecnici o perché vi è all'interno di INPS carenza di personale».
L’azienda è una delle pochissime sul territorio ad aver applicato i contratti di solidarietà. C’è il Carrefour anche, ma tra i metalmeccanici è l’unica. «Dopo tre anni di sacrifici, che non sono serviti solo a noi, – si legge ancora nel comunicato– ma a mantenere una realtà produttiva in un territorio che oramai è un cimitero di fabbriche, ci troviamo a fare i conti con un sistema INPS locale che fa acqua da tutte le parti. Riteniamo inaccettabile infatti che benché il nostro contratto di solidarietà sia stato rinnovato nel mese di giugno, a oramai quasi quattro mesi da quella data nessuna spettanza sia giunta ai lavoratori. Siamo consapevoli che le problematiche che stiamo vivendo rispetto a tutto ciò investono tutti i lavoratori del territorio che si trovano in situazioni analoghe e che invitiamo a far sentire la loro voce». (l.r.d.)
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