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Accusato di aver picchiato la madre, assolto dal giudice a Massa

Accusato di aver picchiato la madre, assolto dal giudice a Massa

Secondo l'accusa si era servito persino di una pera. L’uomo, aveva detto la signora al giudice Giovanni Sgambati, le aveva tirato il frutto in testa, facendole davvero male. Ma la versione non è mai stato possibile accertarla

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MASSA. Era accusato di aver picchiato la madre, anche con una pera. L’uomo, aveva detto la signora al giudice Giovanni Sgambati, le aveva tirato il frutto in testa, facendole davvero male, Per avvalorare la sua tesi aveva portato anche tre Kaiser al magistrato, per fargli capire quanto potesse essere doloroso un colpo del genere. Gesto che aveva innescato un po’ di tensione in aula. Il processo è arrivato alla conclusione e la sentenza per l’imputato è stata di assoluzione, perché non è mai stato possibile dimostrare la veridicità del racconto della mamma.

Due anni di maltrattamenti in famiglia. Minacce, ingiurie e percosse di un figlio quarantenne nei confronti della donna che lo aveva messo al mondo. Sgambati aveva sentito proprio la mamma, parte lesa nel processo per maltrattamenti in famiglia che, secondo l’accusa, si erano consumati al 2011 al 2013: «Fino a domenica sera - ha esordito dal banco dei testimoni la madre del ragazzo finito sott’accusa - mi ha sequestrato il telecomando e spaccato il condizionatore della mia camera da letto». Perchè madre e figlio vivono sotto lo stesso tetto, dopo un provvedimento di allontanamento coatto di sei mesi del quarantenne, su disposizione del tribunale di Massa. «L’ho ripreso in casa anche prima di sei mesi - aveva detto la donna a Sgambati - perchè non aveva un posto dove andare. Ma non può fare il prepotente, le cose non possono continuare così».

La testimonianza della madre è stata drammatica. E costellata da tutta una serie di episodi, di querele e di referti medici. E di frasi forti, soprattutto se - come ha dichiarato la donna - sono quelle di un figlio rivolte alla mamma: «Vecchiaccia, mi fai schifo, ti faccio ricoverare» è una di quelle riportate in aula. Ma nessuna prova. Da qui l’assoluzione.

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