Il dolore
Professionisti evasori, controlli della Finanza
Controlli a Massa: nei guai un notaio e un geometra, ma la verifica non è ancora terminata. Anche gli artigiani provano a fare i furbetti, ma è difficile farla franca
MASSA. La caccia agli evasori continua ininterrottamente. La guardia di finanza apuana sta effettuando dei controlli sugli artigiani e soprattutto sui liberi professionisti. E dalle dichiarazioni di un notaio e un geometra risultano delle incongruenze, giri di affari troppo bassi. Attraverso verifiche incrociate e appostamenti nei pressi dei loro studi la sensazione è che non abbiano dichiarato tutte le loro entrate.
E così sono stati convocati per dei chiarimenti. Insomma, se non daranno le spiegazioni richieste passeranno un guaio. Anche perché l’accertamento si può definire a colpo sicuro. Come sempre quando i finanzieri si muovono in questi casi. Controllando le attività del professionista e del notaio le fiamme gialle del comando apuano hanno capito che non tutte le consulenze venivano registrate. A volte le segretarie le occultavano del tutto, altre invece all’erario nascondevano una parte della parcella.
I militari del colonnello Giovanni Fiumara in queste settimane si sono messi davanti ai due studi e hanno cominciato a contare i clienti, riscontrando che i numeri erano differenti da quelli certificati. E così hanno chiesto informazioni a chi usciva da quei portoni.
E qualcuno ha raccontato: meno pretendevano in fattura e più avevano uno sconto. Il geometra, per esempio, in nero prendeva tot, se invece si voleva il pezzo di carta bisognava aggiungere altri trenta euro per poterlo vedere all’opera. Va detto che quasi tutti sceglievano lo sconto e così il reddito praticamente era davvero basso. Troppo per non destare dei sospetti. Meno sfrontato il notaio, invece. Ma anche lui non è riuscito a fare il furbetto fino in fondo. Almeno queste sono le accuse, se poi i due professionisti riusciranno a dimostrare di essersi comportati correttamente per loro non ci saranno conseguenze.
Ma non sono soltanto i liberi professionisti a finire nei guai. Anche gli artigiani apuani hanno avuto qualche problema a ingannare l’erario. Ci hanno provato, ma sono stati sorpresi con le mani nel sacco dal comando provinciale della guardia di finanza. Idraulici e carpentieri si facevano pagare in più volte in contanti per preventivi che erano il doppio o il triplo della soglia consentita.
Difficile che però si riesca a farla franca: troppe le armi a disposizione dei finanzieri per stanare i furbetti. Si comincia dagli studi di settore. Qualche anno fa un idraulico era stato scoperto perché aveva dichiarato un reddito poco superiore a quello del suo apprendista. Aveva esagerato e si era beccato l’accertamento. Dovendo sborsare migliaia di euro per mettersi in regola. Insomma, è meglio non esagerare.
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