Sicurezza
Nardi ai cavatori: «Pensioni, siamo vicini al risultato»
La deputata Pd replica con pacatezza alle accuse della Lega «La trattativa tra governo e sindacati è tutta ancora aperta»
CARRARA. Andare in pensione prima del tempo, prima che il corpo si debiliti a tal punto da non risultare quasi più umano, prima di rischiare di morire sotto una lastra di marmo, come purtroppo accade spesso sulle montagne apuane; andare in pensione prima della scadenza naturale del proprio contratto e con uno stipendio pieno. Sono trent'anni che i cavatori della provincia di Massa Carrara sognano questo trattamento, mentre si sono succeduti i governi, di destra e di sinistra e ad ogni tornata elettorale partiti e deputati hanno fatto le loro promesse e creato le loro aspettative.
Non voleva creare illusioni, questa volta, Martina Nardi, parlamentare del PD impegnata nel delicato tema delle pensioni, nonostante le possibilità di portare a casa il risultato oggi ci siano. Ed è per questo che i suoi incontri con le associazioni e i sindacati di categoria non erano stati resi pubblici, fino a ieri. La Lega dei Cavatori, chiamata dalla Nardi per illustrargli le possibilità future di ottenere la pensione anticipata, a poche ore da un incontro definito dalla parlamentare positivo, boccia la proposta e spara a zero sull'onorevole, esprimendo dalle pagine del nostro giornale tutte le preoccupazioni di una categoria che teme di essere nuovamente messa da parte. Eppure la Nardi aveva spontaneamente chiamato la Lega, in un incontro non scontato e non dovuto, che forse alla fine è stato strumentalizzato politicamente. D'altro canto siamo in piena campagna elettorale.
«Francamente sono rimasta molto stupita leggendo la posizione della Lega dei Cavatori- è costretta a spiegare Martina Nardi-; probabilmente mi sono spiegata male, la questione è complicata e soprattutto non è definita. Il Governo è ancora in trattativa con i sindacati per definire tutta la partita dell'Ape, acronimo che sta per anticipo pensionistico; nessuno di noi conosce i veri termini di questo provvedimento, non sappiamo quali saranno i titoli a disposizione e quali i capitoli di spesa; non sappiamo se verrà rifinanziata la legge sul lavoro usurante, oppure se verranno premiati i così detti lavori precoci. Per questo non so e non posso dire in quale categoria finiranno i nostri cavatori. Ma pensavo di dare una buona notizia dicendo loro che finalmente, dopo trent'anni, oggi c'è la possibilità concreta, più concreta di altre volte, che possano andare in pensione prima e con lo stipendio pieno. Forse non si chiameranno 'lavoro usurante', ma ribadisco che l'obiettivo è il risultato». La Lega dei Cavatori, secondo quanto riportato dal suo presidente Vannucci, teme che, non rientrando all'interno della legge sul lavoro usurante, per i cavatori cambierà ben poco: «Non è così- risponde la Nardi- ; la legge sul lavoro usurante è una legge molto stretta, su cui tutti hanno fatto fatica ad intervenire; i cavatori sono quasi fissati sul rifinanziamento di questa legge, quando magari per molti di loro sarebbe meglio si mettesse testa sul lavoro precoce, visto che in tanti hanno iniziato a lavorare minorenni. Nessuno può sapere ad oggi dove il Governo deciderà di mettere le risorse, per questo sono stata volutamente generica nel dare le informazioni in mio possesso. Lo vorrei ripetere: siamo vicini a raggiungere un risultato che i cavatori aspettano da trent'anni, ovvero la pensione anticipata al pari del proprio stipendio. Non credo conti come si chiamerà il lavoro dei cavatori in futuro»
In attesa che si conoscano i dettagli dell'operazione e che si approvi la finanziaria, la Nardi continuerà ad incontrare categorie e sigle sindacali, cercando di mantenere un basso profilo, necessario, dice la parlamentare, per evitare fraintendimenti e creare troppe aspettative, perché comunque il tavolo della trattativa è ancora aperto e nessuno sa come andrà a finire.
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