Sicurezza
Il vermentino ricco di profumi dei Salvetti
Una produzione di vini molto curata esce dalle cantine di La pietra del focolare
ORTONOVO. Nelle fresche sale che un tempo ospitavano una caratteristica sala da ballo paesana (ben lontana dalle moderne, luminose e rumorose discoteche), da quasi vent'anni si produce vino, nella fattispecie quello dell'azienda "La pietra del focolare", diretta da Stefano Salvetti e Laura Angelini, uniti nella vita e nel lavoro.
Una coppia ben affiatata e lo si vede a occhio, subito dopo aver varcato la soglia della struttura in via Isola, a metà strada fra le colline del vermentino e la costa ligure: un punto dove il vento salmastrino si fende con quelli montani, conferendo alle uve quel particolarissimo quid che darà poi origine ai vini della zona.
"Il vino, oltrechè buono, deve far scaturire amicizia e aggregazione, magari gustato, dove possibile, davanti a un caminetto: ecco perchè abbiamo scelto di denominare "La pietra del focolare" la nostra azienda", dice il 53enne Stefano Salvetti che, assieme alla moglie Laura, dal 1997 è titolare di una attività fortemente voluta, cercata e trovata, dopo precedenti esperienze lavorative in altri settori. Una scelta azzeccata, visti i risultati sin qui conseguiti, confermati dalle oltre 30mila bottiglie prodotte ogni anno, molte derlle quali vengono consumate sul territorio tosco-ligure, mentre una parte di esse arriva perfino negli Usa.L'area di produzione si estende su 15 vigneti disseminati in oltre 6 ettari di terreno collinare e di pianura, tra Ortonovo e Castelnuovo Magra, con il quartier generale dell'azienda operativo in zona Il Gaggio. Una sede che ha trovato posto in un antico cascinale, ben ristrutturato ma che ha mantenuto intatta la fisionomia esterna, con tanto di pozzo nel cortile, un tempo usato da tutto il vicinato perchè, all'epoca, di acqua corrente nelle case proprio ne vi era traccia.
«Abbiamo scelto di lavorare il più vicino possibile alla natura - affermano Stefano e Laura - dato che questo contatto aiuta a vivere un'esistenza migliore, cosa di cui anche nostra figlia Linda è convinta. Il sacrificio è vita, lo stiamo scoprendo ogni giorno e siamo fieri del nostro lavoro. Ecco, appunto della nostra attività, vogliamo dire che per far un buon vino, non bisogna subito pensare al guadagno altrimenti è finita».
«Il vino deve avere un valore tutto suo, essere piacevole e sano, oltrechè regalare delle emozioni - aggiunge Laura - e che rimanga nella mente e nell'anima delle persone. Vini come il Solarancio, fiore all'occhiello dell'azienda».
Ed è proprio il vermentino Solarancio, prodotto in zona Sarticola, ad esaltare "La pietra del focolare" dove da pochi giorni è terminata una vendemmia che fa ben sperare per il futuro dato che maturazione e condizioni cliamatiche sono state perfette.Infine il messaggio che Stefano e Laura lanciano a tutto il comparto vitivinicolo della zona del Collini di Luni: «Dobbiamo cercare di andare avanti assieme, senza invidie, tenendo ben presente che è bello andare in posti dove si mangia e beve bene: questo è ciò che vuole la gente e questa è la politica del buon produttore».
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