Il Tirreno

Duplice omicidio, l’appello a novembre

Duplice omicidio, l’appello a novembre

La corte di assise di Genova ha fissato l’udienza. In primo grado Mazzi è stato condannato a 30 anni

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La corte d’assise di appello di Genova ha fissato l’udienza del processo di secondo grado per il duplice delitto di Natale: il 7 novembre. Un lunedì. La sera tra il 24 e il 25 dicembre del 2013 persero la vita Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria per mano di Andrea Mazzi, condannato in primo grado, a Massa, dal collegio presieduto da Giovanni Sgambati, a trent’anni di reclusione. I giudici togati e popolari hanno escluso «le contestate aggravanti e le attenuanti generiche» e quindi a quel punto l’ergastolo non poteva essere applicato. Le motivazioni di quella sentenza hanno aperto la porta alla difesa - il legali di Mazzi sono gli avvocati Enzo Frediani ed Elena Tongiani - dando ampie possibilità per ritoccare la condanna al ribasso: se il collegio di appello concederà le attenuanti ecco che la pena scenderebbe a 24 anni. Puro calcolo matematico.

Il presidente Sgambati e gli altri giudici durante il dibattimento hanno maturato l’idea che Mazzi non è partito da casa con il coltello per uccidere Fruzzetti e Baria, ma girava armato perché era stato coinvolto in risse e aveva paura della vendetta di quelli di Castagnara. Andrea ed Enrico si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. In pratica è questo che hanno spiegato in circa duecento pagine i magistrati per motivare la condanna a trent’anni. Anche l’aggravante della crudeltà (per l’omicidio Baria) non è stata riconosciuta, perché se è vero che è stato raggiunto da otto coltellate è anche vero che si era in mezzo a una rissa dove c’era già stato un morto e dove un altro ragazzo (il fratello di Fruzzetti) era stato ferito seriamente.

Anche l’aggravante dei futili motivi è stata spazzata via. Ma qui il merito va all’arringa di Frediani in primo grado, che appena ha preso la parola ha spiegato chiaramente ai giudici che quello dovevano stabilire, se c’erano le aggravanti oppure no. Anche perché era pacifico che il suo assistito la notte del Natale del 2013 aveva ucciso due giovani. Una questione, come quella delle attenuanti che verrà riproposta a Genova in appello. C’è poi l’aspetto dei risarcimenti: il collegio ha applicato le tabelle per le provvisionali, ovvero cinquantamila euro per i genitori e trentamila per i fratelli. In più trentamila euro per uno dei feriti di quella maledetta notte (Frank Della Pina). In più ci sono le spese processuali, circa centomila euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa