Sicurezza
La Lega del cavatori contesta la Nardi (Pd)
Bocciata la proposta della deputata di inserire i lavori al monte nella categoria di quelli pericolosi
CARRARA. La Lega dei Cavatori non ci sta e contesta duramente ritenendola insufficiente e profondamente ingiusta la proposta di inserimento della figura del cavatore nella categoria "lavori pericolosi". Proposta illustrata a una rappresentanza dell'associazione dall'onorevole del PD, area renziana, Martina Nardi, durante un incontro tenutosi qualche giorno fa presso l'ufficio della parlamentare a Massa. Andrea Vannucci, il presidente della Lega, ci ha spiegato che la Nardi sta convocando le associazioni dei lavoratori, i sindacati, le associazioni ambientaliste e degli industriali del nostro territorio per illustrare loro la proposta di inserire la figura del cavatore nell'ambito delle disposizioni previdenziali dei lavori pericolosi, che dovrebbero entrare a far parte del Patto di Stabilità per il 2017. I lavori per la presentazione del Patto di Stabilità 2017 inizieranno a ottobre e dovrebbero terminare a dicembre: sono quindi ancora da definire molte questioni tra cui quelle riguardanti il settore previdenziale, come ad esempio la situazione dei lavoratori usuranti o dei precoci. «Martina Nardi ci ha convocati nel suo ufficio-spiega infatti Vannucci- perché sta dando udienza alle varie associazioni presenti sul territorio per illustrare questa proposta che noi della Lega bocciamo in pieno perché -continua Vannucci- rappresenta l'ennesima presa in giro; sono quasi 30 anni che i cavatori chiedono che venga equiparata la loro posizione previdenziale a quella dei minatori e noi speravamo e chiedevamo che la Nardi, esponente di un partito di sinistra che dovrebbe essere sensibile alle richieste della classe operaia e di noi cavatori potesse finalmente formulare una proposta che andasse in quella direzione". Per i minatori infatti esiste la cosiddetta Gestione Speciale di Previdenza, integrativa dell'assicurazione generale obbligatoria a cui sono iscritti tutti i dipendenti di imprese esercitanti miniere, cave e torbiere con lavorazione in sotterraneo e la Gestione Speciale di Previdenza ha lo scopo di concedere ai propri iscritti le pensioni di vecchiaia e di anzianità con anticipo, proprio in considerazione della pericolosità dell'attività svolta dai lavoratori delle miniere. Vannucci insiste sul punto: «Purtroppo l'on. Nardi ci prospetta solo la possibilità di essere inseriti dentro questa categoria di lavori pericolosi senza specificare quali altre tipologie di lavoratori verranno o potranno essere inserite; ma così facendo, inserendoci insieme ad altre e non specificate tipologie di lavoratori idonee a essere considerate pericolose e soprattutto considerando le limitate risorse a disposizione del Governo per pagare le pensioni, si finirà inevitabilmente tutti nello stesso calderone a spartirci una miseria, quando invece sono anni che chiediamo di essere equiparati ai minatori, cosa che ci hanno sempre promesso e rimandato! E' una rapina! Anche noi facciamo un lavoro pesante come i minatori! Adesso però ci sentiamo abbandonati proprio da chi ci aspettavamo di essere tutelati» conclude il presidente. Durante il confronto, c'è stato anche uno scambio di mail e di contatti tra l'onorevole e Vannucci che si è offerto di portare personalmente la Nardi in visita alle realtà delle cave apuane «perché la Nardi possa constatare-spiega il presidente- le realtà vere e peggiori delle cave e per poterle mostrare i posti dove maggiormente le condizioni di lavoro sono più pesantemente degradate». Intanto il prossimo appuntamento per la Lega è in Regione, dove sarà ricevuta e ascoltata in merito al tema del "colpo di calore": la Lega chiederà infatti che venga riconosciuta anche ai cavatori, come già succede per altre categorie di lavoratori in altre Regioni, di poter lavorare dal 21 giugno al 21 settembre dalle ore 6 a mezzogiorno e lavorare quindi 6 ore al giorno, con la retribuzione in busta paga di 8.
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