La manifestazione
«Il “mio” Fuocoammare da Convivere all’Oscar»
La produttrice Tilde Corsi nella giuria selezionatrice dei film
CARRARA. Lei, la produttrice carrarese Tilde Corsi, il docufilm di Gianfranco Rosi “Fuocoammare” sugli sbarchi degli immigrati a Lampedusa, lo ha amato moltissimo. E da subito, fin da quando lo ha visto per la prima volta a Berlino.
Tanto che ha voluto portare questo report d’autore firmato da Rosi, nella sua città, nell’ambito della rassegna cinematografica “Convivere” di cui è curatrice per il festival fin dal suo esordio.
E così anche se non si esprime sul voto (lo scrutinio è stato segreto) Tilde Corsi fa capire bene da che parte è stata nella diatriba che ha caratterizzato la scelta del film italiano da candidare all’Oscar.
Della commissione giudicante facevano parte oltre a Tilde Corsi Nicola Borrelli, direttore generale dei Beni Culturiali, il regista Paolo Sorrentino, lo scrittore Sandro Veronesi, il produttore Roberto Sessa, i distributori Osvaldo De Santis e Francesco Melzi D’Eril, i giornalisti Piera Detassis e Enrico Magrelli.
E la votazione del candidato italiano al più ambito premio americano, è stata davvero sofferta: tanto che alla fine il film di Rosi si è imposto per 5 voti favorevoli su quattro sulla pellicola “Indivisibili” di De Angelis.
Non sono mancate le polemiche, anche per la presa di posizione netta del regista di Paolo Sorrentino che ha parlato di «scelta masochista».
All’indomani di quella che è stata definita “la battaglia degli Oscar” la produttrice Tilde Corsi commenta così la vittoria, in sede di commissione, del lavoro di Gianfranco Rosi.
«Fuocoammare è un bellissimo film che mi è piaciuto fin dalla prima volta che l’ho visto - racconta la Corsi - È un documentario, è vero, ma sarebbe più corretto definirlo come docu-film visto che non esistono più le categorie di un tempo. Non è un caso che io lo abbia proposto per la rassegna cinematografica di Convivere, un festival che seguo da vicino e di cui ho curato fin dalla sua prima edizione la scelta dei film. Ebbene Fuocoammare era una regalo che volevo fare alla mia città ed è una soddisfazione vedere che sarà il film che rappresenterà l’Italia agli Oscar».
Per quel che riguarda le opportunità di aggiudicarsi l’ambita statuetta da parte della pellicola di Rosi, Tilde Corsi preferisce non sbilanciarsi. Ma poi si sbottona: «Credo che questo film abbia delle chances, tratta un tema attualissimo e forte e lo racconta in modo poetico, con una visione d’artista e un punto di vista importante, quello di un grande regista. È proprio questo a renderlo così forte. Insomma c’erano anche altri bei film italiani per l’Oscar - si lascia scappare alla fine la Corsi - ma questo era forse più bello degli altri».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
