Il dolore
Ex Jeppesen, confermati i licenziamenti
Nessun lieto fine per i lavoratori dell'azienda di Carrara: in diciassette perdono il posto, già partite le lettere per la risoluzione delle varie posizioni
CARRARA. Niente happy ending per la vertenza C-map ex Jeppesen. Ieri mattina sono partire 17 lettere di licenziamento. Chi firmerà l’accordo sindacale avrà una buonuscita ma intanto le parti sociali richiamano le istituzioni agli impegni presi nelle scorse settimane per contribuire al ricollocamento dei dipendenti che resteranno a casa. Finale amaro per la vertenza C-Map.
Nonostante il tentativo delle istituzioni di convincere la proprietà a rinunciare alla mobilità e mantenere i livelli occupazionali per lo stabilimento di Massa che occupava fino a ieri 65 persone, nelle ultime ore sono state recapitate 17 lettere di licenziamento, solo una in meno di quelle annunciate dall’azienda.
La serie di faccia a faccia con le istituzioni locali prima e con il ministero dello Sviluppo poi per cercare di invertire la linea intrapresa dalla dirigenza a inizio luglio non hanno dato i frutti sperati. E così dopo 90 giorni di trattative, l’intervento di due sindaci, un’amministrazione regionale e un ministero intero si è arrivati all’epilogo finale. Unica, magra consolazione da un lato aver portato il licenziamenti da 27 a 17 e dall'altro essere riusciti attraverso l’accordo firmato dai sindacati su mandato dei dipendenti a garantire una buon uscita ai lavoratori in esubero che lo sottoscriveranno.
L'azienda fondata a Carrara agli inizi degli anni '90 e divenuta leader nel settore della cartografia nautica, negli ultimi anni era entrata a far parte del gruppo Boeing salvo poi essere acquisita, nel corso del 2016, dal fondo di investimenti norvegese Alto. I vari passaggi di proprietà erano coincisi più o meno regolarmente con altrettante riduzioni del personale, cosa confermata anche nell'ultima operazione finanziaria con l'annuncio appunto a inizio luglio di 27 licenziamenti e l'apertura della procedura di mobilità. Obiettivo più o meno dichiarato dall'azienda ridurre i costi: anche per questo a poco sono serviti i tentativi delle istituzioni di salvare i posti di lavoro attraverso la messa a disposizione di bandi, un percorso che sarebbe stato giudicato dalla proprietà troppo lungo.
Di qui la decisione di procedere ai licenziamenti, se pur ridotti rispetto alla fase iniziale della vertenza di dieci unità. I risultati conseguiti nei 90 giorni di trattativa, di cui una trentina quelli di agosto trascorsi senza la possibilità oggettiva di fare alcunchè, sono dunque una consolazione magra soprattutto in un territorio povero di opportunità di lavoro come quello apuano.
Anche per questo, in concomitanza con la consegna delle lettere di licenziamento, le parti sociali hanno richiamato tutte le istituzioni, dal governo in giù a tenere fede agli impegni presi nel corso di questi 90 giorni e a garantire il massimo impegno per la ricollocazione dei dipendenti licenziati anche attraverso l’inserimento in percorsi di formazione che possano garantire loro nuove chance di lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
