Il Tirreno

A Massa è lotta ai gazebo abusivi: ecco la nuova mappa dei dehors

Chiara Sillicani
A Massa è lotta ai gazebo abusivi: ecco la nuova mappa dei dehors

Chi ha allestito la struttura senza autorizzazione deve smantellarla in 10 giorni. E con il nuovo piano in alcune strade saranno consentiti soltanto tavoli e sedie

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MASSA. Ci sono quelli grandi e quelli piccoli, quelli bianchi e quelli marroni. In vetro, in legno, in alluminio, con tetto piatto o a punta, con ringhiera o senza.

No, non è il listino prezzi di un punto vendita di Bricolage: è la mappa dei gazebo che costellano strade e piazze della città e della marina. Varietà così ampia - e indisciplinata - che l’amministrazione decide di metter ordine e lo fa definendo nuove regole. Ma per una buona regola serve una fotografia della realtà ed è per avere di fronte quella foto che l’amministrazione - spiega Gabriele Carioli, assessore alle attività produttive - si mette al lavoro e censisce tutti i gazebo. Conta i dehors - per dirlo alla francese - e verifica la presenza, per ciascuno di essi, dell’obbligatoria autorizzazione di installazione. E se l’autorizzazione non c’è, chi il dehor lo ha messo su si becca 50 euro di multa - e fin qui non un grosso problema - e deve armarsi di svitatore per smantellare la struttura “abusiva”: il Comune concede 10 giorni. Così stabilisce l’allegato B del regolamento urbanistico che disciplina i gazebo. Disciplina che a breve potrebbe cambiare: un pool di tecnici è, infatti, al lavoro per stendere un piano dei dehors e un conseguente regolamento. Cornice generale l’uno, disciplina di dettaglio l’altro. Le bozze sono nero su bianco, la concertazione con le categorie è aperta e qualche novità già emerge. E non si tratta di dettagli perché per diverse strade e piazze potrebbe essere l’addio ai dehors. Caffè e aperitivi all’aria aperta si potranno gustare anche in quelle strade, ma toccherà accontentarsi di tavoli, sedi e, nei giorni più caldi, ombrelloni. Soluzione comoda in estate, un po’ meno in inverno quando i gazebo sono protezione contro vento e freddo. Se il piano stenderà la lista delle vie in cui di dehors non devono essercene, sarà il regolamento a stabilire se sedie e tavoli possano “dormire” all’aperto o se ai titolari tocchi metterli all’interno del locale ogni sera, prima di abbassare la saracinesca.

Le strade in cui i gazebo non possono fare capolino sono state individuate dal pool di tecnici su indicazione della Soprintendenza, in base alla natura di quelle vie e alla loro rilevanza storico artistica. Questo significa che anche in aree dove adesso i gazebo ci sono eccome, potrebbero, a piano approvato, iniziare i lavori per smantellare tetti e pedane. A piano approvato, dicevamo, perché il percorso amministrativo è ancora in fieri: una volta definite, le bozze passeranno nelle mani delle commissioni consiliari, quindi del consiglio comunale. E l’obbiettivo è arrivare ai primi mesi del 2017 con una quadro “normativo”chiaro.

E non è finita perché anche chi il gazebo ce l’ha in una strada in cui è consentito, potrebbe vedersi costretto ad imbracciare trapani e seghe per sistemarlo. Sì perché piano e regolamento puntano al rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza - che dice no alle strutture che rovinano la prospettiva di vie “monumentali” - e contano di realizzare un’uniformità. Tanto che - questa è un’ipotesi al vaglio - i titolari di esercizi pubblici lungo la stessa strada o nelle stessa piazza potrebbero unire le forze e presentare un solo e condiviso progetto. Risparmio garantita ed estetica salvaguardata. Indubbiamente una rivoluzione per chi gestisce bar e locali anche se il percorso amministrativo è ancora in atto e il prossimo step sarà la presentazione della bozza di piano alla commissione consiliare.

 

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