Il Tirreno

La Pontremoli solidale per i terremotati

Raccolti quasi 1.500 euro nella serata di beneficienza al Teatro della Rosa. Interventi da stabilire

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PONTREMOLI. Una serata ricca di musica, ma soprattutto una serata nel nome della solidarietà. Questo è stato lo spirito con cui si è tenuto al Teatro della Rosa il concerto della band "Ho perso l'Hammond" con l'intero incasso della serata che è stato devoluto per le vittime del terremoto. Alla fine sono stati raccolti quasi 1.500 euro, dimostrando la generosità dei pontremolesi visto che l'ingresso era ad offerta libera, che vanno a sommarsi ai fondi raccolti in precedenza (circa 13mila euro). Soldi che, momentaneamente, come ha spiegato la sindaca Lucia Baracchini, «verranno momentaneamente depositati nel conto della Protezione Civile. Questo perché non avendo ancora deciso precisamente quale potrà essere l'obiettivo che andremo a definire abbiamo preferito agire in questo modo per poi, attraverso la Protezione Civile, andare ad individuare un percorso». Comunque l'intenzione, ribadisce la sindaca, «è quella non di portare il denaro ma acquistare qualcosa di utile per la comunità. Per dare un segnale di attenzione e di vicinanza più sentito». E l'ipotesi che sta prendendo maggiormente piede è quella di procedere con acquisti in ambito scolastico. Sulle dimensioni della tragedia che ha colpito le popolazioni ha raccontato la sua esperienza diretta Gianluca Bertolucci,della Protezione Civile della Lunigiana che ha avuto il compito, assieme ad altri tecnici Radio, di creare una linea internet che potesse collegare tutti i campi, in modo da facilitare il coordinamento delle opere di soccorso. Gianluca fa parte del Gruppo pontremolese e lunigianese che è stato allertato poche ore dopo il terremoto (attorno alle 5 del mattino) e poche ore dopo era già presente sul luogo del disastro: «un apocalisse, siamo arrivati in un paese che non esisteva e in cui erano presenti solo cumuli di macerie. C'era solo dolore e distruzione». Tanto toccanti che, confessa, «non me la sono sentita di filmare o fotografare tanto quelle immagini erano sconvolgenti e raccapriccianti. Mi sembrava di violare l'intimità di quella gente che era rimasta lì a piantonare quel che era rimasto in piedi della loro casa, del loro paese». Un lungo applauso ha salutato queste toccante parole e poi è stata la volta della musica con la band degli "Ho perso l'Hammond" che hanno proposto un concerto diviso in due, nella prima parte spazio a pezzi di band storiche tra anni '60 e '70 mentre poi la seconda parte del concerto è stata interamente dedicata alle canzoni del più celebre binomio di autori della musica leggera italiana ovvero la straordinaria coppia Mogol-Battisti. Nella prima parte quindi spazio a band leggendarie dal pop e del rock italiano (New Trolls, Dik Dik, Equipe 84, I Corvi, la PFM) con alcuni dei loro classici ma anche con qualche brano più ricercato come "Sguardo verso il cielo" de Le Orme o "Cavallo bianco" dei Matia Bazar. Nella seconda parte del concerto quindi un "tutto Battisti" che del resto rappresenta il cavallo di battaglia degli "Ho perso l'hammond". Anche in questo caso accanto ad alcuni dei brani più celebri del cantautore ("Il mio canto libero", "La canzone del sole") sono state proposte alcune composizioni meno note al grande pubblico come "Due mondi" o "La compagnia". Alla fine un grande applauso ha salutato la performance della band che ha voluto condividerlo con la platea «vi meritate voi un applauso per la generosità dimostrata». (r.s.)

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