Attenzione
la crisi del mattone
MASSA. Duemila posti di lavoro persi (come se avessero chiuso 5-6 Eaton, per dire); 400 attività chiuse (fonte Isr Camera di Commercio), fatturati a picco. Il comparto dell’edilizia è in crisi grave....
MASSA. Duemila posti di lavoro persi (come se avessero chiuso 5-6 Eaton, per dire); 400 attività chiuse (fonte Isr Camera di Commercio), fatturati a picco. Il comparto dell’edilizia è in crisi grave. Lo dicono i dati statistici, lo confermano le associazioni di categoria. Cantieri scomparsi, nuove costruzioni al palo, ristrutturazioni ferme, opere pubbliche a singhiozzo.
Una crisi che ha contraccolpi anche sulle casse del Comune. Pesanti. «Nell’arco di dieci anni dal 2005 al 2014 gli oneri di urbanizzazione (che sono le tasse che i costruttori pagano al Comune in cambio delle autorizzazioni a edificare) sono scesi da 4,6 milioni di euro a 1,4 milioni(consuntivo 2014)», dice l’assessore alle Finanze Giovanni Rutili. Il quale aggiunge: «Siamo nell'ordine di una diminuzione pari al 70% che si è evidenziata soprattutto a partire dal 2012. Una riduzione maggiore rispetto alla media nazionale (pari al 50% negli ultimi dieci anni».
In altre parole, la crisi dell’edilizia ha sottratto all’incirca 2 milioni l’anno alle risorse municipali. «Tutto questo, unito alla contrazione della possibilità di sottoscrivere nuovi mutui da parte del municipio, ha contribuito, qui come altrove, ad acuire le difficoltà nella gestione degli investimenti e nelle opere di manutenzione straordinaria che si possono, appunto, finanziare solo con queste entrate», dice ancora l’assessore Rutili. Un effetto a catena: la frenata dell’edilizia privata toglie soldi anche per le opere pubbliche.
E allora tutti a invocare l’approvazione definitiva del Regolamento urbanistico, ossia della “legge” comunale su come e dove costruire. Che dovrebbe far ripartire il comparto. «La situazione è disastrosa, il varo dell’ormai “mitologico” Regolamento urbanistico deve arrivare il prima possibile, è un obiettivo comune bisogna arrivare a definirlo il prima possibile Le Aru, tanto contestate, prevedono anche opere di urbanizzazione come spazi verdi, impianti fognari, parcheggi che, in virtù della perequazione tanto in voga in questi anni, viene adesso affidata ai privati in cambio del rilascio dell’autorizzazione. Il blocco dell’edilizia è un danno per l’intera collettività che non ha marciapiedi o protesta per le buche sulle strade», analizza Enrico Mallegni, vicepresidente degli Edili di Cna.
Il prossimo mese, a fine ottobre, la fase delle osservazioni al Regolamento dovrebbe essere chiusa. «A quel punto – dice ancora Mallegni – la parola passerà alla politica. E noi ci auguriamo che tutte le forze politiche facciano la loro parte. Anche a noi della Cna alcune parti della politica urbanistica del Comune non piacciono e abbiamo chiesto modifiche con le osservazioni. Ma adesso è tempo che il Regolamento venga approvato ed entri in vigore. Per fare ripartire finalmente il settore».
Risponde a distanza Rutili: «Ci assumiamo la responsabilità di chiudere con rapidità l'iter per l'adozione dell'Ru in modo da far partire quell'attività di recupero e ripristino del patrimonio edilizio esistente necessaria per riqualificare la città, migliorare i sottoservizi e far ripartire l'occupazione». Il futuro del mattone, insomma, è in mano al consiglio comunale.
Claudio Figaia
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