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«Cages e centrale a biomasse, altre “aggressioni” ad Alteta»

MASSA. Italia Nostra preoccupata per l'approvazione, avvenuta qualche giorno fa, della delibera consiliare con la quale sarà consentito alla società Cages Srl l'ampliamento dell'impianto di...

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MASSA. Italia Nostra preoccupata per l'approvazione, avvenuta qualche giorno fa, della delibera consiliare con la quale sarà consentito alla società Cages Srl l'ampliamento dell'impianto di frantumazione della marmettola in funzione di un aumento della produzione che passerà dalle attuali 60.000 tonnellate alle previste 250.000.

L'azienda ha il suo stabilimento all'interno dell'area ex Resine, a poco distanza dalla frazione di Alteta, «i cui abitanti negli ultimi anni sono stati protagonisti, loro malgrado, di proteste e manifestazioni per l'inquinamento atmosferico provocato dalle polveri sottili», sottolinea l’associazione. Ma i problemi di Alteta non si limitano ai camion, alle industrie, alle polveri sottili, ai rifiuti, alla sporcizia e ai rumori infernali. «Complice il fatto che trattasi, oramai, di una zona degradata, recentemente è stato presentato un progetto per la realizzazione di una centrale di produzione di energia a biomasse, un impianto piccolo che non necessità di un'autorizzazione per le emissioni in atmosfera, né della VIA (Valutazione di impatto ambientale), ma solo della PAS (Procedura abilitativa semplificata) - sottolinea Italia Nostra - Anche in questo caso gli abitanti hanno mostrato contrarietà al progetto manifestando la volontà di non volere "un'altra ciminiera sotto casa" (chiaro riferimento alla presenza del Cermec e agli odori nauseabondi che costantemente persistono nella zona). Alteta vive una situazione critica e l'ampliamento dello stabilimento della Cages Srl è destinato ad aggravare la qualità del contesto ambientale».

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