Il Tirreno

E “Lucio” racconta 70 anni di storia di commercio resistente a Massa

di Aldo Antola
E “Lucio” racconta 70 anni di storia di commercio resistente a Massa

Il gran bazar aperto da Augusto Aloisi a Romagnano oggi è gestito dal figlio Stefano con la moglie Sabrina

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MASSA. A Romagnano la storia si chiama per tutti Lucio, ovvero Augusto Aloisi, scomparso nel 2006 a 78 anni dopo aver dato un senso organizzativo e commerciale al suo quartiere. La storia della “Lucio tutto per la casa” situata proprio all'ingresso del cuore di Romagnano, ad angolo fra l'Aurelia e Piazza Istria, il “Corso” di Romagnano che ospita la farmacia e va diritto alla chiesa, sembra installato in quel punto cardine come a sorvegliare il quartiere, a fare da faro.

E tutti conoscono l'attività “da Lucio” perchè dalla nascita ha sempre servito i bisogni della popolazione crescendo di pari passo. Dunque Lucio ha iniziato l'attività nel 1950 mentre già lavorava per gli agricoltori della zona rifornendoli di fieno, paglia, mangimi, canne, tutte cose che servivano per allevare gli animali, ( i maiali li andavano a comprare trasportandoli con particolari biciclette modificate) o per le coltivazioni, era già una agraria, e mentre lui con il camion trasportava queste cose la moglie, Angela ( chiamata l'Angelina di Lucio) Battistini oggi ottantaseienne, gestiva il piccolissimo negozio nel frattempo aperto.

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Insomma, a detta dei figli, «il negozio era veramente piccolo, sui 25 metri quadrati – dice il figlio Stefano che oggi gestisce la Lucio con Sabrina - ma idoneo per quel commercio degli anni cinquanta anche se ospitava poche cose ed il magazzino lo tenevano presso la casa, fieno e altre cose ingombranti non potevano starci». E mentre tiravano laboriosamente avanti la famiglia cresceva ed erano nati prima Domenico e successivamente nel 67' Stefano.

Domenico ha scelto un'altra strada ( oggi è un validissimo medico che “cura” tutta Romagnano ed oltre) mentre Stefano si è appassionato al lavoro del negozio costruito dai suoi. Al momento la ditta “Lucio tutto per la casa” è gestita dunque da Stefano, la moglie Sabrina Mosti e si avvalgono della preziosa collaborazione degli aiutanti Ottavia, Emanuela e Giacomo. Una squadra ben affiatata che cura alla perfezione una clientela storica che ha bisogno di tanti prodotti ma spesso anche di consigli. Proprio cosi perchè “Lucio” ormai copre tutto il fabbisogno dei clienti come una grande distribuzione, fatte le dovute proporzioni. Da Lucio infatti si trova, in un “ordine sparso ma preciso” proprio tutto. La parte del leone la fanno gli articoli per casa veri e propri come piatti, bicchieri, vasellame e pentolame oppure piccole utensilerie, la coltelleria, dai tendaggi alle tappezzerie.

Poi tutte le qualità di mangimi anche per piccoli animali o antiparassitari ma anche macchine per il giardinaggio come tagliaerba o tagliasiepi. Molto attrezzata la ferramenta e particolarmente rinomata per la riproduzione di chiavi.

«Molto cresciuta la richiesta di riproduzione di chiavi – ammette Stefano – sulla quale abbiamo aumentato la specializzazione, abbiamo una attrezzatura avanzata e anche per la nostra disponibilità abbiamo avuto numerosi riconoscimenti da persone che abbiamo soccorso per bisogni in extremis». Ma in questo piccolo grande-magazzino troviamo anche vernici, come scarpe antinfortunistiche da lavoro. Insomma difficile per un cliente che entra sapere cosa manca. Ma ha fatto tutto Lucio?

«Il babbo è stato grande- confessa Stefano – nei sacrifici fatti ma anche nell'intuizione del mercato al momento. Poi era un grande intenditore di vini e vigneti ed era sempre al centro dell'interesse e delle domande dei paesani. Per molti anni è stato uno degli organizzatori della Festa dell'uva a Romagnano, una manifestazione autunnale seguitissima dove venivano parecchie persone da fuori, poi smesso lui la festa pian piano è scomparsa». Veramente un peccato perchè ricordiamo quanto era attesa sia dagli appassionati del vino Speriamo che a qualcuno ritorni l'idea e la volontà di rifarla. «Poi - riprende Stefano – quando ho iniziato a seguire direttamente stavano cambiando tempi e bisogni ed ho apportato diverse novità. Lo spazio era diventato insufficiente ed abbiamo acquistato il locale confinante, qualche anno dopo ancora l'altro ambiente attaccato perchè il mercato ed i vari prodotti cresceva ed infine l'ultimo pezzo, dove c'era un negozio di abbigliamento, fino alla struttura attuale».

Sabrina ascolta ed ogni tanto interviene, cosi come ci osservano Ottavia e Emanuela mentre Giacomo ha il turno di riposo.

«Stefano ha intuito molte cose ed apportato tantissime novità - dice Sabrina – ma per questo abbiamo dovuto lavorare tantissimo perchè in quei tempi per ogni variazione serviva una licenza, spesso si dovevano dare anche degli esami. Insomma era un sacrificio che nel futuro poteva essere ricompensato anche perchè le licenze erano una specie di Tfr, avevano valore economico e quando uno smetteva poteva rivenderle. Ora non serve più niente, tutti possono aprire di tutto ed in tutti i luoghi». L'apertura di molti grandi centri commerciali, supermercati o concorrenze strane vi hanno danneggiato? Avete risentito di queste concorrenze?

«Forse un po' si – continua Sabrina – ma dopo un primo impatto la piccola distribuzione o attività come la nostra stanno risalendo. Il nostro è un lavoro diverso dove alla base c'è il contatto umano, chi viene da noi si apre, molto spesso chiede consigli oppure ne dà a noi, cose che non possono avvenire nei grossi centri commerciali. E poi ci si conosce, c'è la fiducia. Questi 60-70 anni di contatto continuo con la gente hanno consolidato il legame fra la Lucio ed i suoi clienti».

Com'è il momento attuale? « Resistiamo ed abbiamo notato che resistono proprio di più le attività a conduzione famigliare – continua Stefano – tipo la nostra per una questione di costi ma anche di elasticità, poi come detto di rapporti umani. Le attività più grandi , le vie di mezzo, sono quelle più a rischio, sono altra cosa» . C'è in tutto questo tempo una storia particolare?

«Come no – ammette Stefano – quella iniziale quando la mamma poteva venire in negozio perchè ad accudire me e mio fratello c'era nonna Ada, rimasta vedova di guerra e da sola aveva allevato quattro figli. E morta a 99 anni». «Comunque – chiude Sabrina – abbiamo deciso di continuare a chiamare Lucio l'attività come omaggio a babbo e mamma e speriamo di dare continuità a quanto costruito con tanti sacrifici».

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